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Dovresti sempre avere un pezzo di carta argentata nel portafoglio: gli esperti sono stati chiari

Il consiglio circola da anni negli ambienti della cybersicurezza, ma ha guadagnato attenzione crescente con la diffusione dei pagamenti contactless: avvolgere le carte bancarie in un foglio di alluminio blocca i segnali RFID e NFC, impedendo a dispositivi esterni di leggere i dati senza contatto fisico.

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Il meccanismo sfrutta un principio fisico del XIX secolo. La cosiddetta gabbia di Faraday — una struttura in materiale conduttore che isola l’interno dai campi elettromagnetici esterni — funziona anche con un semplice foglio di alluminio da cucina. Avvolgendo la carta, si bloccano o si indeboliscono le onde radio RFID e NFC a 13,56 MHz usate dai pagamenti contactless. Se il foglio è applicato in modo uniforme, senza strappi o pieghe che lascino varchi, un lettore non autorizzato non riesce ad attivare il chip della carta.

Il rischio da cui ci si difende ha un nome preciso: skimming. La Federal Trade Commission degli Stati Uniti ha rilevato che i criminali informatici sfruttano la tecnologia contactless per intercettare e rubare i dati delle carte in modalità wireless, avvicinandosi fisicamente alla vittima senza che questa se ne accorga. Basta un lettore portatile, software adeguato e la vicinanza di pochi centimetri. I contesti più a rischio sono quelli affollati: metropolitane, code ai supermercati, aeroporti.

Perché tutti stanno usando il trucco della carta stagnola

Questo non significa che il pericolo sia massiccio e quotidiano. Ogni transazione contactless non autorizzata lascia una traccia digitale, il POS deve essere configurato per accettare micropagamenti senza PIN e la carta deve trovarsi a distanza ravvicinata dal lettore. Non si tratta di un rischio trascurabile, ma nemmeno di una minaccia che colpisce sistematicamente chiunque abbia una carta in tasca.

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Il foglio di alluminio funziona, con un limite importante: non è una soluzione affidabile nel tempo. Le pieghe, i micro-strappi e l’usura quotidiana aprono varchi che riducono progressivamente l’efficacia della schermatura. I portafogli con protezione RFID integrata usano lo stesso principio fisico ma sono costruiti per resistere all’uso continuativo, senza lasciare zone scoperte involontarie. Il foglio di stagnola resta una soluzione a costo zero, utile come misura temporanea.

Il gesto può apparire bizzarro, quasi un ritorno paranoico a certe teorie del complotto degli anni Novanta, eppure infilare un pezzetto di carta stagnola nel portafoglio è diventata una pratica suggerita con crescente serietà dagli esperti di sicurezza digitale. C’è però un aspetto contro-intuitivo che raramente viene segnalato: la stessa tecnologia che rende le carte vulnerabili al furto contactless è quella che permette i pagamenti rapidi senza PIN per importi fino a 50 euro. Disabilitare completamente questa funzione — opzione disponibile su molte app bancarie — offre una protezione equivalente alla stagnola, senza ingombrare il portafoglio e senza rischi di usura della schermatura.

Chi sceglie di non collegare la carta a un’app bancaria, o di non disattivare il contactless, può adottare la tecnica del doppio strato: due fogli sovrapposti senza discontinuità coprono meglio le frequenze rispetto a uno solo, riducendo il rischio che i segnali passino attraverso zone più sottili.

Vale la pena notare che le carte fedeltà, i badge aziendali e i documenti elettronici utilizzano spesso la stessa tecnologia RFID. Chi porta nel portafoglio anche queste tessere dovrebbe chiedersi se i propri dati — non solo quelli bancari — viaggino protetti o esposti.

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