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Marco Baldi pubblica il libro “Ti racconto il Serraglio”

L'imprenditore pratese firma un'opera dedicata alla memoria e alle storie della piccola località emiliana al confine con il Mugello

Tutto deve essere veloce! Bisogna avere risposte immediate…
Queste sono considerazioni nei tempi dell’IA, dove la sicurezza sul presente ce la garantisce l’aver tutto a portata di mano; un click e il dubbio è fugato.

Immagini, riferimenti e notizie più o meno verosimili sono a portata di smartphone. La nostra mente si sta disabituando a soffermarsi sui particolari; il ricordo è un optional che non deve essere più coltivato. Raramente, ormai, ci domandiamo quale sia la storia, per esempio, di un piccolo o grande agglomerato urbano, di una via, delle sue abitazioni, di chi le costruì, di chi ci abitò prima di noi. Ci pungolasse il desiderio di saperne di più, spesso rimarremmo delusi dal non trovare delucidazioni soddisfacenti sui nostri computer; e, nonostante le varie ricerche o domande interattive, rimarremmo insoddisfatti, senza aver dato un senso a quello che viviamo attualmente.

Perso in questi pensieri, mi sono imbattuto in una piacevole e “freschissima” pubblicazione riguardante una piccolissima località emiliana – posta ai confini col Mugello – nei pressi del Passo della Futa.

L’autore è Marco Baldi, imprenditore edile pratese che ha voluto – e lo ringraziamo – cimentarsi nella scrittura. Il libro in questione s’intitola “Ti racconto il Serraglio”, pubblicato dalla Tipografia La Commerciale di Iolo (PO). Poco meno di 200 pagine, scritte in modo agevole e piacevole, corredate da fotografie che, con stile genuino, ci offrono strumenti interessanti per comprendere e riflettere.

Come se stessimo passeggiando, accompagnandoci tra ricordi e luoghi, Baldi ci prende per mano raccontandoci ciò che lui ha vissuto e visto – fin dalla sua infanzia – al Serraglio, un manipolo di case arroccate nei poggi vicino al Santuario Della Madonna di Boccadirio, tra Roncobilaccio e Baragazza.

Anche con l’ausilio di documenti, appunti e carte appartenute ad un suo avo – che al Serraglio ha abitato e ha vissuto – Baldi ci porta, di portone in portone, a riscoprire le storie di case, famiglie, toponimi e aneddoti di uno degli innumerevoli “mondi piccoli” comuni a tantissimi altri agglomerati, ma utili da conoscere per comprendere le tante peculiarità di una singola e specifica realtà e rintracciare le proprie origini. Citando nomi, delucidandoci sui soprannomi e descrivendoci i caratteri dei singoli, ci mostra la vita trascorsa fra antiche e più recenti abitazioni. Tra portali scalpellati a mano, seccatoi, orti e rimesse, sembra di incrociare i sorrisi dei bambini che un tempo, tutto l’anno, correvano e giocavano in quelle vie, di risentire il chiacchiericcio delle “veglie” serali, di ascoltare l’eco delle avventure di caccia raccontate sulle panchine appoggiate sui muri a sasso; di vedere tanti e tanti volti citati fra quelle righe, che hanno saputo vivere con quello che c’era, dove erano nati.

Ebbene, al moderno lettore viene descritto l’intrecciarsi di vite, vicende, esperienze e tradizioni che ci aiutano a sbirciare in quello che accadeva fino a non tantissimi anni orsono. Esempi, tra i tanti che si possono raccogliere dall’esistenza di generazioni passate, se ci si pensa, completamente diversi dagli attuali, quando i rapporti erano reali e non filtrati; i social erano le piazze, i cellulari le finestre di casa e la “serie televisiva” era il ritrovarsi intorno al fuoco. Marco Baldi, con il suo libro, ci ha regalato una testimonianza che rimarrà e che servirà a chi vorrà leggere e si sforzerà di comprendere oltre.

Echi lontani di donne, uomini e bambini, che sicuramente ignoravano di diventare, un giorno, protagonisti di un libro; di un bel libro.

Lavinia, Costante, Ettore, Lisse, Elio, Mariuccia, Ermete, Sirio, Viola e Ines, solo per citarne alcuni, non sono solamente nominativi annotati in registri anagrafici depositati in archivi ormai ignorati, ma tasselli di una realtà coesa e solidale, anelli di una catena che ci lega a quello che fu.

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