Dopo le esibizioni speciali di Briana (The Voice Kids) e Liuk , finalmente entra in scena, ed è un tornado, tanto che già dal primo brano (Bang bang) il pubblico inizia con i cori, in questa serata attesissima dopo la sospensione della data originale del 10 luglio.
Lui è esattamente come è sempre stato, simpatico, quel tanto irriverente da essere unico, intelligente da dosare alla perfezione il suo repertorio personale con i brani che lo resero il numero uno delle estati degli anni 80.
Canta “la bambolina che fa no no “e scende in una platea completamente esaurita per raggiungere anche quelli che, in piedi, riempivano praticamente tutto lo spazio del Carabattole Love Park. Presenta le sue canzoni e canta “Abbaio alla luna” incisa da Al Bano, l’immancabile quanto famosa “Polisex”in una girandola di note ed applausi fragorosi che hanno accolto un artista a tuttotondo che dai suoi esordi al Festival degli Sconosciuti di Ariccia nel 1968 è stato eccezionale cantautore con una trilogia di album bellissimi anche se forse un po’ troppo “Avanti” per quei tempi (Grande “SuperIvan”) fino all’album “Urlo” che conteneva quella “Polisex” che è diventata la sua canzone simbolo. Poi “Duemila60 Italian Graffiati” che lo lanciò definitivamente nell’olimpo dei grandi interpreti delle estati, un successo straordinario mantenuto anche per i seguenti “Ivan il terribile” “Bandiera gialla” e “Vietato ai minori” fino alla decisione di espandere la sua arte alla poesia, alle arti visive, alla scrittura, alla recitazione. Il ritorno alla musica con “Il cuore è nudo…e i pesci cantano” “Luna presente” “80 e basta!” “Due.I” (Libro + 4 CD + DVD).
Al Carabattole Love Park Ivan Cattaneo ha portato sul palco tutta la creatività e l’energia che hanno fatto la storia della musica italiana. Dai brani più iconici ai momenti più sperimentali, dimostrando che in questi anni non ha perso lo smalto (e neppure il rossetto, probabilmente commenterebbe lui) in una serata che veramente accontentato almeno quattro generazioni.




