Una situazione strana si sta verificando nell'area di Via Libero Grassi e Piazzetta del Consorzio a Rabatta, l'area industriale in cui sono presenti diverse aziende importanti, oltre all'isola ecologica di Alia e la caserma dei Vigili del Fuoco. Una porzione di terreno si è trasformata nel corso degli anni in un deposito di biciclette abbandonate e materiali vari, senza alcun cartello informativo che indichi la proprietà o almeno cosa verrà fatto in tale terreno.
Alcuni imprenditori che operano in questa zona sono allarmati dal fatto che, già normalmente, non ci sono parcheggi sufficienti per tutti gli operai che lavorano nelle aziende presenti. Gli autisti e i fornitori delle aziende stesse hanno difficoltà a consegnare le proprie merci a causa della mancanza di spazi adeguati per i veicoli pesanti. Ad aprile 2022 è stata inviata una pec all'Amministrazione Comunale, a firma degli imprenditori della zona, per segnalare tale disagio. Poco dopo, l'Assessore Baggiani ha effettuato un sopralluogo in zona e ha incontrato gli imprenditori, ma successivamente la questione è stata dimenticata.












Ad aggravare il problema, come riferito dagli imprenditori, sono stati i cambiamenti avvenuti di recente. Sono "apparsi" dei container verdi, una casetta di legno ed è stata transennata una decina di parcheggi, limitando ulteriormente le possibilità di parcheggio. L'amarezza degli imprenditori è tale che alcuni di loro hanno confidato l'intenzione di trasferire le proprie aziende nel comune di Vicchio, vista la mancanza di interesse da parte dell'amministrazione nel risolvere tali problemi.
Per ottenere ulteriori informazioni e verificare quanto riferito dagli imprenditori, abbiamo contattato l'Assessore Baggiani al fine di comprendere quale sia il problema e poter agevolare le imprese della zona nel svolgimento del proprio lavoro, oltre a richiedere un intervento per sistemare l'area anziché lasciarla in stato di degrado. Purtroppo, dobbiamo registrare una mancanza di risposte da parte dell'Assessore Baggiani, il quale non solo ha rifiutato di rispondere alle semplici domande poste, adducendo la scusa che avrebbe scritto agli imprenditori oggi (dopo oltre un anno dalla pec ricevuta), ma ha anche adottato un atteggiamento maleducato, chiudendo la telefonata in modo brusco (come si dice dalle nostre parti… attaccare il telefono in faccia).












