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Da questa estate diremo addio ai carrelli della spesa: cosa li sostituirà al supermercato

Una tecnologia già sperimentata nei supermercati promette di cambiare il modo di fare la spesa, riducendo attese e passaggi senza eliminare subito le soluzioni tradizionali.

I carrelli tradizionali non stanno per scomparire da tutti i supermercati, ma alcuni punti vendita stanno sperimentando una versione connessa capace di riconoscere automaticamente ciò che viene inserito nel cestello.

La tecnologia promette una spesa più veloce, un totale sempre visibile e meno passaggi alla cassa. Uno dei progetti più avanzati in Francia è quello avviato da Intermarché con Shopic e Capgemini nel negozio di Provins, dove il test è partito nel 2024 ed è proseguito nei mesi successivi.

Come funziona il carrello intelligente che riconosce la spesa

Il sistema non richiede necessariamente la sostituzione dell’intero carrello. Nel progetto di Provins viene utilizzato un dispositivo rimovibile che si aggancia a un modello tradizionale. Il modulo comprende uno schermo, due telecamere e uno scanner destinato ai prodotti che non possono essere identificati facilmente, come alcuni articoli sfusi. La computer vision osserva ciò che entra o esce dal carrello e aggiorna il paniere digitale.

All’inizio il cliente associa la propria carta fedeltà al dispositivo. Durante il percorso tra gli scaffali può controllare prodotti, prezzi e totale provvisorio senza attendere la cassa. Se un articolo viene rimosso, il sistema dovrebbe riconoscerlo e correggere il conto. L’obiettivo è evitare di prendere ogni confezione una seconda volta per passarla sul lettore alla fine della spesa.

Il carrello connesso può inoltre mostrare promozioni e vantaggi legati alla carta fedeltà. Questa possibilità rende il dispositivo interessante anche per il supermercato, che può comunicare offerte mentre il cliente si trova davanti agli scaffali. Restano però da gestire correttamente sconti complessi, prodotti con codici differenti e articoli venduti a peso, situazioni nelle quali può ancora servire lo scanner integrato.

Cosa cambia al momento di pagare

Terminata la spesa, il cliente non deve necessariamente svuotare il carrello sul nastro. Nel progetto francese il paniere digitale viene trasferito al sistema di pagamento, dove possono essere eseguiti controlli e completata la transazione. Il vantaggio principale è ridurre le manipolazioni e il tempo trascorso in fila, soprattutto quando il carrello contiene molti prodotti pesanti.

Mani di un cliente che mette un pacco di spaghetti in un carrello smart con touchscreen e sensori al supermercato

Un cliente usa un carrello della spesa connesso con schermo e sensori, pensato per riconoscere i prodotti e velocizzare il pagamento.

La tecnologia non significa però automaticamente un supermercato senza personale. Servono addetti per aiutare chi incontra difficoltà, verificare eventuali errori, gestire prodotti non riconosciuti e controllare i pagamenti. Anche le casse tradizionali possono restare disponibili per chi preferisce un percorso normale o non vuole utilizzare carta fedeltà e dispositivi digitali.

Per il cliente cambia anche il controllo del budget. Vedere il totale crescere durante la spesa permette di correggere subito le proprie scelte, senza scoprire la cifra soltanto alla cassa. È una funzione utile, ma la sua precisione dipende dal corretto riconoscimento degli articoli e dall’applicazione immediata delle promozioni previste.

Perché i carrelli normali non spariranno subito

Il limite principale è economico. Ogni modulo richiede telecamere, schermo, batterie, software, manutenzione e connessione alla rete del negozio. Una stima pubblicata durante il test francese indicava un costo nell’ordine di 1.700 euro per unità, una cifra che rende improbabile una sostituzione rapida e generalizzata di tutti i carrelli.

C’è poi il tema dell’inclusione. Persone anziane, clienti poco abituati agli schermi o utenti con particolari difficoltà possono aver bisogno di assistenza. Per questo la soluzione più realistica, almeno nella fase iniziale, è la convivenza tra carrelli connessi, self-scanning, casse automatiche e percorsi tradizionali.

Il test di Intermarché a Provins è stato annunciato ufficialmente nel novembre 2024 e, nel maggio 2025, il punto vendita raccontava i primi risultati dopo diversi mesi di utilizzo. Non si tratta quindi di un addio nazionale ai vecchi carrelli previsto per questa estate, ma di una sperimentazione concreta che mostra come potrebbe cambiare la spesa nei prossimi anni. Il carrello classico resta, ma può diventare la base sulla quale agganciare un assistente digitale.

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