Mugello

Covid in Toscana, il caso Estar e la sentenza della Corte dei Conti sugli acquisti di dispositivi sanitari

Al centro della vicenda vi sarebbe l’acquisto, effettuato nel marzo 2020, di circa 20mila kit diagnostici denominati Isopollo,..

Marcheschi (FdI)

Il senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi è intervenuto in merito alla recente sentenza della Corte dei Conti relativa ad alcune procedure di acquisto effettuate in Toscana durante l’emergenza Covid-19, che hanno coinvolto i vertici dell’ente sanitario Estar. Secondo quanto riportato nella decisione, viene evidenziata una condotta ritenuta non conforme nella gestione dell’approvvigionamento di dispositivi diagnostici nel pieno della fase emergenziale.

Al centro della vicenda vi sarebbe l’acquisto, effettuato nel marzo 2020, di circa 20mila kit diagnostici denominati Isopollo, prodotti in Corea e distribuiti da una società svizzera. Tali dispositivi, secondo quanto ricostruito, sarebbero stati acquistati a un costo superiore rispetto ad altri test disponibili sul mercato e successivamente giudicati non conformi e inutilizzabili da parte di alcuni laboratori pubblici toscani che non ne avevano fatto richiesta. I kit sarebbero stati inoltre immagazzinati per diversi mesi senza essere impiegati.

Nelle valutazioni riportate, viene sottolineato anche il differenziale di prezzo tra i dispositivi acquistati e quelli normalmente utilizzati, oltre a criticità legate alla durata di conservazione, inferiore rispetto a quanto inizialmente indicato. La Corte dei Conti avrebbe quindi ravvisato una “non conformità grave” nelle procedure adottate.

Nel suo intervento, il senatore Marcheschi ha richiamato le attività di denuncia e approfondimento svolte negli anni successivi ai fatti, sostenendo che tali elementi confermerebbero le criticità già evidenziate in precedenza. Lo stesso esponente politico ha espresso soddisfazione per la decisione della magistratura contabile, interpretandola come una conferma delle contestazioni sollevate in relazione alla gestione degli acquisti sanitari durante l’emergenza.

Il caso si inserisce nel più ampio contesto delle verifiche e delle valutazioni successive alla fase più acuta della pandemia, durante la quale le amministrazioni sanitarie sono state chiamate a operare in condizioni di particolare urgenza e complessità organizzativa.

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