Borgo San Lorenzo

Bosso in sofferenza. Consulta di Grezzano chiede chiarezza sul funzionamento delle pompe

Il confronto punta quindi a individuare una soluzione stabile e non limitata alla gestione delle singole emergenze estive. La tutela del Bosso...

Con l’arrivo della stagione estiva torna a Grezzano l’attenzione sulle condizioni del torrente Bosso e sul funzionamento dell’impianto di rilancio dell’acqua. In un periodo caratterizzato da temperature elevate e da una ridotta disponibilità idrica, la portata del corso d’acqua tende infatti a diminuire, facendo emergere con maggiore evidenza la necessità di garantire il mantenimento del deflusso e la tutela dell’ecosistema.

La questione riguarda in particolare le pompe che dovrebbero contribuire a immettere acqua nel torrente e che, secondo quanto segnalato dalla Consulta di Grezzano, anche durante l’attuale periodo di maggiore sofferenza risulterebbero non operative. La ripetizione della situazione negli anni ha portato la comunità locale a chiedere chiarimenti sulle modalità di gestione dell’impianto e sui criteri utilizzati per determinarne l’accensione e lo spegnimento.

Un riferimento importante per comprendere la funzione dell’infrastruttura è rappresentato dalla documentazione regionale relativa al progetto “Rilanci da galleria”. Nella relazione descrittiva allegata al Decreto dirigenziale della Regione Toscana n. 4723 del 25 settembre 2012 viene indicato, tra gli obiettivi dell’intervento, il mantenimento del minimo deflusso vitale nei torrenti Bosso e Bagnone. Per quanto riguarda il Bosso, il progetto prevede l’immissione dell’acqua a monte di Grezzano.

La documentazione progettuale richiamata indica inoltre tra le finalità dell’intervento la restituzione alle comunità locali di una quantità di risorsa idrica non inferiore a quella disponibile prima della realizzazione dei lavori legati all’Alta Velocità. L’impianto di rilancio è quindi inserito in un quadro di interventi finalizzati anche alla gestione della risorsa idrica e al mantenimento delle condizioni dei corsi d’acqua interessati.

Proprio alla luce di queste finalità, la Consulta di Grezzano ha deciso di rivolgersi al Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno per chiedere una verifica e una spiegazione sul funzionamento dell’impianto. L’obiettivo è comprendere le ragioni per cui le pompe non risultino attive nei periodi in cui il torrente presenta una portata particolarmente ridotta e verificare se le modalità operative attuali siano coerenti con quanto previsto dagli atti progettuali e autorizzativi.

Tra le richieste formulate dalla Consulta vi è anche quella di conoscere i criteri tecnici e gestionali che determinano l’avvio e l’arresto delle pompe, la portata d’acqua prevista dall’impianto e le modalità attraverso cui viene verificato il rispetto delle finalità originarie del progetto regionale.

La richiesta nasce dalla ripetizione del problema durante la stagione estiva. Secondo la Consulta, il calo della portata del Bosso rappresenta una situazione ricorrente che rende particolarmente importante comprendere quale sia il ruolo effettivo dell’impianto nei mesi caratterizzati da maggiore siccità e temperature elevate.

La comunità locale non esclude che possano esistere ragioni tecniche, gestionali o autorizzative alla base delle modalità di funzionamento delle pompe. Proprio per questo viene richiesto un chiarimento da parte degli enti competenti, così da poter comprendere in maniera trasparente le procedure adottate e le condizioni che determinano l’operatività dell’impianto.

Il confronto punta quindi a individuare una soluzione stabile e non limitata alla gestione delle singole emergenze estive. La tutela del Bosso e la corretta gestione della risorsa idrica richiedono infatti un quadro operativo chiaro, soprattutto nei periodi in cui la disponibilità d’acqua diminuisce e il corso d’acqua diventa maggiormente vulnerabile.

La Consulta di Grezzano attende pertanto risposte sul funzionamento dell’impianto e sulla sua effettiva capacità di contribuire al mantenimento del deflusso del torrente, con l’obiettivo di verificare che le infrastrutture esistenti possano svolgere, soprattutto nei periodi di maggiore necessità, le funzioni per cui sono state progettate.

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