Tensione politica nel corso dell’ultimo Consiglio dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello, dove è saltata l’approvazione della nuova convenzione per il trasferimento diretto della gestione idraulica al Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno. La votazione non si è tenuta a causa dell’allontanamento dall’aula di alcuni consiglieri di maggioranza — tra cui Stefania Ciardi, Giordano Allkurti ed Enrico Marchi — che ha fatto venire meno il numero legale, determinando la successiva uscita strategica dei rappresentanti di centrodestra. Il ritiro del provvedimento ha messo in evidenza una spaccatura nel centrosinistra, rimarcata dalle assenze nel gruppo PD e dal rammarico espresso dall’assessore con delega alla bonifica, Marco Bottino.
Sulla vicenda è intervenuta Silvia Castellani, capogruppo di Fratelli d’Italia in Unione, spiegando che l’esito del voto ha ratificato le criticità emerse in Commissione congiunta. Castellani ha articolato l’opposizione al provvedimento in tre punti nodali:
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Perdita di controllo del territorio: non rinnovare l’intesa nei termini correnti significherebbe consegnare al 100% la gestione idraulica al Consorzio, trasformando l’Unione dei Comuni in uno spettatore passivo privo di poteri d’indirizzo e intervento;
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Rischio per il personale locale: il passaggio completo comporterebbe la dispersione del patrimonio di competenze dei lavoratori dedicati (due dipendenti a tempo pieno e uno a mezza giornata) che conoscono capillarmente i torrenti mugellani;
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Marginalizzazione dell’area montana: il Consorzio 3 Medio Valdarno, colosso da 117 dipendenti esteso da Pistoia al Valdarno fiorentino, rischierebbe di declassare il Mugello ad area secondaria per gli interventi. Ciò a fronte di un contributo dei residenti locali pari a circa 500.000 euro all’anno, sul cui effettivo riutilizzo sul territorio Castellani solleva forti dubbi.
La maggioranza ha comunque annunciato l’intenzione di riproporre lo schema di convenzione nelle prossime sedute consiliari.









