Un frontespizio così scarno e semplice non lo avevamo mai visto nella variegata produzione libraria del Mugello, ma quello che conta è…. l’interno, è il succo, e l’amico Andrea Pini, nativo di Borgo San Lorenzo e residente in quel di Scarperia, mugellano “doc” quindi, ha dissotterrato tanta di quella storia, che altrimenti sarebbe andata perduta.
Se la cerimonia è stata ampiamente stilata dal nostro direttore Saverio Zeni (variegati interventi, presenze, autorità, dirigenti, amici, etc., etc.), noi vogliamo semplicemente complimentarci con Andrea (appartenente ad una famiglia borghigiana che si perde nella notte dei tempi!!), poiché con tanta volontà, meticolosità ed altrettanta passione ha riempito storicamente le oltre 300 pagine del voluminoso libro (Edifir Edizioni Firenze — sponsor ufficiale Rosss di Scarperia), impreziosito da numerose immagini fotografiche e iconografiche, molte delle quali inedite.
Questo connubio fra testo ed immagini prende per mano l’attento lettore, portandolo a conoscere più profondamente quello che è stato e quello che sarà il “Di 8” (alias Diotto), che proprio in questi giorni caratterizza ed imperversa nelle strade, nelle piazze e nei vicoli del paese del Clasio e di Nicola Lisi.
Ecco perché ogni scarperiese lo deve prima leggere, e dopo, ben custodire per le nuove generazioni, ma non solo gli amici scarperiesi (la bisnonna paterna della scrivente di queste note era Amalia Conti della famosa e conosciuta famiglia dei macellari detti “diaccini”), ma segnatamente tutti i mugellani che in un modo o nell’altro amano la propria terra.
Chissà il caro Vittorio – ci siamo capiti – come sarà contento!
Senza retorica, senza supponenza e senza tanti proclami, lasci un volume davvero prezioso sul territorio.
Bravo caro Andrea e complimenti!

Il frontespizio del libro sul “D8“ a Scarperia.
L’autore, Andrea Pini.
(Foto Maurizio Fiorenzani) 








