Barberino di Mugello

Urbanistica ‘in crisi’ a Barberino. Non si trovano investitori, e Zanieri risponde alla Tv

Urbanistica 'in crisi' a Barberino. Non si trovano investitori, e Zanieri risponde alla Tv

Dal sindaco di Barberino, Carlo Zanieri, riceviamo e pubblichiamo questo intervento in risposta a quanto emerso in una trasmissione di approfondimento di una Tv locale (Tele Iride). L’argomento è attuale: si parla di urbanistica:

“Evito, ove possibile, di entrare nel merito delle dichiarazioni giornalistiche, perché ho un estremo rispetto della libertà di stampa e di opinione e so che i suoi confini sono spesso incerti. Non posso però fare a meno di replicare a quanto il giornalista Andrea Vignolini ha dichiarato nella trasmissione Girotondo andata in onda giovedì 11 novembre 2010.

 

Tutto parte dalla puntata precedente nella quale avevo avuto modo di far presente che abbiamo gravi difficoltà economiche dovute in parte anche al mancato introito di oneri di urbanizzazione. E’ ormai noto quanto sia complessa la situazione urbanistica di Barberino in cui una parte consistente del regolamento urbanistico è stata stralciata e riadottata. Quello che avevo provato a spiegare in trasmissione, ma evidentemente non ci sono riuscito, è che coloro che potrebbero costruire perché hanno già avuto l’approvazione delle proprie previsioni urbanistiche non si fanno avanti.

Su 126 schede approvate (98 a intervento diretto e 28 con piano attuativo) solo 9 sono le richieste di permesso a costruire e 4 le proposte di piano attuativo, il che significa che le imprese e/o i privati cittadini che potrebbero, da un punto di vista urbanistico, realizzare le proprie previsioni, non sono in questo momento disponibili a investire.

L’opinionista di Tele Iride ha deciso di dare un seguito nella puntata successiva, in assenza di contraddittorio, a queste mie dichiarazioni facendo presente che lui, gli investitori che avrebbero risolto i problemi economici di Barberino, li aveva trovati facendo qualche telefonata, ci ha usato anche la cortesia di indicarceli per nome e cognome, fornendoci anche la cifra che avremmo potuto incassare se avessimo dato seguito alle loro richieste. Peraltro si è lasciato sfuggire che “non conosce la questione nel dettaglio”.

Ce ne siamo accorti. Difficilmente temo se ne saranno accorti i cittadini che avessero avuto la sorte di collegarsi in quel momento alla trasmissione. La ditta in questione, come tutte le altre le cui previsioni sono state stralciate, non è ancora “a posto” (uso un termine non tecnico per farmi capire dai non addetti ai lavori) sotto il profilo urbanistico. Non potrebbe quindi realizzare alcunché.

Non voglio e non posso entrare nel merito della procedura specifica che interessa uno specifico operatore, e anche l’incauto Vignolini avrebbe dovuto evitare di farlo, perché alle scelte urbanistiche sono inevitabilmente sottesi legittimi interessi economici, e il sospetto che qualcuno sia più uguale degli altri è sempre dietro l’angolo. E’ anche per questo che la scelta della nostra Amministrazione è stata quella di procedere ad una istruttoria complessiva, e non di approvare le previsioni urbanistiche scheda per scheda, di volta in volta che arrivavano gli studi, come qualcuno vorrebbe.

Una pianificazione che rispetti il territorio e non crei disparità tra investitori richiede necessariamente di avere un quadro complessivo. Anche le cifre buttate lì nella trasmissione potrebbero essere totalmente sbagliate, perché non tutti gli interventi richiedono il versamento degli oneri. A volte si tratta di opere a scomputo. Sono temi difficili e richiedono un informazione responsabile, competente, e non approssimativa, da parte nostra ma anche da parte dei mass media.

Capisco che la polemica politica “vende di più”, rispetto all’informazione, di per sé un po’ noiosa, ma un professionista dell’informazione dovrebbe quantomeno evitare di farla in prima persona, soprattutto se “non conosce la questione nel dettaglio”.

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