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Tonno in scatola, due supermercati rischiano di non venderlo più: batosta per i marchi più amati

tonno in scatola rischio addio supermercatiTonno in scatola. alcuni sono a rischio (www.okmugello.it)

Tonno in scatola, a quanto pare due supermercati in particolare rischiano di non venderlo più: scopriamo quali marchi potrebbero risentirne.

C’è un prodotto che attraversa le abitudini alimentari senza attirare particolare attenzione, ma che resta una presenza costante nelle dispense italiane. Il tonno in scatola rappresenta una soluzione rapida e versatile, utilizzata in contesti diversi, dalla preparazione veloce al pasto quotidiano. Dietro questa apparente semplicità si sviluppa però un mercato articolato, dove qualità, lavorazione e materia prima incidono in modo concreto sul risultato finale. 

A fare chiarezza è stata un’analisi condotta da Gambero Rosso, che ha sottoposto 25 prodotti a un blind test, valutando parametri come consistenza, aroma e resa complessiva. Il risultato restituisce una fotografia meno scontata di quanto si possa immaginare. 

I prodotti della grande distribuzione nella parte bassa 

Nella fascia più bassa della classifica si collocano alcune referenze della grande distribuzione, che mostrano limiti evidenti soprattutto sul piano strutturale. Il tonno Esselunga in olio extravergine evidenzia una consistenza più rigida del previsto, con fibre percepibili al palato e una sensazione meno equilibrata. 

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Tonno in scatola, alcuni marchi a rischio (www.okmugello.it)

Anche il profilo aromatico risulta meno definito, con l’olio che tende a coprire le note naturali del pesce. Subito dietro si posiziona Coop Italia, che presenta una struttura irregolare e una polpa meno compatta, pur mantenendo un gusto complessivamente riconoscibile. 

Salendo nella graduatoria emergono prodotti che riescono a mantenere un buon rapporto tra qualità e prezzo. Marchi come Carrefour Italia e Consilia si collocano in una fascia intermedia, offrendo un tonno corretto, senza particolari eccellenze ma adatto all’uso quotidiano. 

In questi casi, il punto di forza è la costanza del prodotto, più che la complessità aromatica. Si tratta di referenze che rispondono alle esigenze di praticità, senza introdurre elementi distintivi particolarmente marcati. 

Il podio tra tradizione e riconoscibilità 

Nella parte alta della classifica compaiono marchi storici e consolidati. Il terzo posto è occupato da Angelo Parodi, che propone un tonno dal profilo aromatico più articolato, caratterizzato da una nota iniziale delicata che evolve verso una sapidità equilibrata. 

Al secondo posto si posiziona Rio Mare, uno dei brand più diffusi. La valutazione premia la morbidezza delle carni e un gusto iodato ben calibrato, anche se l’aspetto visivo appare meno curato rispetto ad altre referenze. Nel complesso, la qualità resta elevata e coerente con la reputazione del marchio. 

A conquistare il primo posto è ASdoMAR, che si distingue per una coerenza complessiva tra consistenza e profilo aromatico. Il tonno pinne gialle presenta una struttura piena ma non eccessiva, con una lavorazione che evita la sensazione di secchezza. 

Il gusto si mantiene lineare, senza eccessi né difetti evidenti, e soprattutto privo di retrogusti metallici, spesso presenti nei prodotti di fascia più bassa. È una scelta che punta sull’equilibrio piuttosto che sull’intensità, e proprio questa caratteristica ha determinato il posizionamento al vertice della classifica. 

Un mercato più complesso di quanto sembri 

L’analisi evidenzia come il tonno in scatola, spesso percepito come un prodotto standardizzato, presenti in realtà differenze significative legate alla materia prima, alla lavorazione e al tipo di conservazione. Anche all’interno della stessa fascia di prezzo si registrano variazioni che incidono sulla qualità finale. 

Il consumatore si trova di fronte a una scelta meno banale di quanto appaia, in cui elementi come consistenza e aroma diventano indicatori concreti di qualità. La classifica del Gambero Rosso offre una sintesi utile, ma conferma soprattutto che dietro un prodotto quotidiano si nasconde un livello di complessità spesso sottovalutato. 

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