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Supporto Domiciliare: il bonus da 3000 euro dell’INPS che quasi nessuno conosce

Il beneficio "contributo per il supporto domiciliare" è erogato dall'INPS, ma resta tra le misure meno conosciute del pacchetto famiglia, oscurato dal più pubblicizzato bonus asilo nido.

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Il beneficio “contributo per il supporto domiciliare” è erogato dall’INPS, ma resta tra le misure meno conosciute del pacchetto famiglia, oscurato dal più pubblicizzato bonus asilo nido

La Legge di Bilancio 2026 prevede un contributo destinato ai bambini sotto i tre anni con gravi patologie croniche che non possono frequentare l’asilo nido.

Per i bambini nati prima del 2024, l’importo può arrivare fino a 3.000 euro annui, suddivisi in undici rate mensili, con ISEE fino a 25.000,99 euro.

Per chi ha un ISEE tra 25.001 e 40.000 euro scende a 2.500 euro. Sopra i 40.000 euro o in assenza di ISEE, il contributo si ferma a 1.500 euro. Per i nati dal 1° gennaio 2024 la soglia massima sale invece a 3.600 euro annui, con ISEE fino a 40.000 euro, articolati in undici rate da circa 327 euro ciascuna.

Il requisito centrale è la certificazione del Pediatra di libera scelta, che attesta la presenza di una patologia cronica grave incompatibile con la frequenza al nido. Senza questa documentazione la domanda non può essere presentata. Il genitore richiedente deve inoltre essere convivente con il minore e residente nello stesso comune.

Come funziona il Supporto Domiciliare erogato dall’INPS

C’è un elemento che vale la pena sottolineare: questo contributo e il bonus asilo nido sono misure alternative, non cumulabili tra loro. Chi riceve il sostegno domiciliare non può accedere al bonus nido, e viceversa. La logica è quella della sostituzione — il contributo domiciliare è pensato esattamente per i casi in cui il nido non è un’opzione percorribile — ma il vincolo di esclusività va verificato prima di fare domanda, perché le famiglie che hanno già attivato il bonus nido per un figlio precedente potrebbero assumere erroneamente che il diritto sia automatico anche per il secondo figlio con condizioni diverse.

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Come funziona il Supporto Domiciliare erogato dall’INPS-okmugello.it

La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato entrambe le misure con un incremento di 5,96 milioni di euro per l’anno corrente e di 6,36 milioni annui a partire dal 2027. Non si tratta di risorse illimitate: la platea dei beneficiari, in presenza di patologie certificate, è per definizione selettiva, ma il fondo rimane contingentato.

Una novità introdotta dal 1° gennaio 2026 riguarda la validità delle domande: quelle presentate da quest’anno restano automaticamente valide per gli anni successivi fino ad agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni, salvo perdita dei requisiti. In passato la domanda andava rinnovata ogni anno, con il rischio di interruzioni nella percezione del contributo per semplici ritardi burocratici.

La domanda si presenta tramite il portale INPS con SPID di livello 2, CIE, CNS o eIDAS, oppure attraverso il Contact center al numero verde 803 164 o con il supporto di un patronato. Non è previsto uno sportello fisico dedicato. Il contributo per il supporto domiciliare non è cumulabile nemmeno con la detrazione fiscale del 19% prevista per le rette degli asili nido — una norma che, in questo caso specifico, non avrebbe applicazione diretta visto che il figlio non frequenta il nido, ma che chiarisce il perimetro della misura. Il beneficio è pensato come sostitutivo, non integrativo, di qualsiasi altro strumento fiscale legato alla stessa voce di spesa.

Il termine per presentare la domanda non è unico: per l’incentivo alla natalità (il “Bonus nuovi nati” da 1.000 euro una tantum, misura distinta) il limite è di 120 giorni dalla nascita o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione. Per il contributo domiciliare i tempi variano in funzione dell’anno di nascita del bambino e del momento in cui viene emessa la certificazione pediatrica.

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