La Sardegna si prende la scena nella guida “Il Mare più bello 2026”, presentata il 5 giugno da Legambiente e Touring Club Italiano. È la regione con più località marine premiate: sei destinazioni a Cinque Vele, un risultato che la mette davanti a tutte per chi cerca mare pulito, paesaggi protetti e un turismo più attento ai territori. E, come accade ormai ogni estate, la classifica pesa anche sulle prenotazioni.
Cinque Vele 2026: cosa guardano Legambiente e Touring Club
La guida “Il Mare più bello 2026” assegna le Cinque Vele a 30 località italiane: 20 destinazioni di mare e 10 località di lago, da Nord a Sud. Non è solo una lista di spiagge da cartolina. Legambiente e Touring Club Italiano valutano un insieme di elementi: qualità ambientale, tutela del paesaggio, servizi, gestione del territorio e attenzione alla crisi climatica.
Il riconoscimento, pubblicato all’inizio della stagione estiva, è ormai un segnale forte anche per i viaggiatori. In diverse località premiate, gli operatori turistici raccontano di un aumento delle richieste subito dopo l’uscita della guida, soprattutto per luglio e agosto. “Quando esce la classifica, il telefono ricomincia a squillare”, ripetono spesso albergatori e gestori degli stabilimenti nelle mete più citate. Non è un dato ufficiale sulle prenotazioni, ma il messaggio è chiaro: le Cinque Vele sono diventate un marchio che il pubblico riconosce.
La valutazione tiene conto anche della capacità dei Comuni di difendere coste, dune, aree marine e centri storici, senza cedere al turismo mordi e fuggi. Un equilibrio complicato. Soprattutto nel cuore dell’estate, quando parcheggi pieni, spiagge affollate e ingressi regolati diventano parte della giornata.

Sardegna prima con sei località: da Posada a Cabras
La Sardegna guida la classifica 2026 con sei località marine premiate con le Cinque Vele. È la regione più presente nella fascia alta della guida. I riconoscimenti vanno a Posada e San Teodoro, sulla costa nordorientale, a Santa Teresa di Gallura, più a nord, a Baunei lungo la costa orientale, a Domus de Maria nel Sud dell’isola e a Cabras, nel Golfo di Oristano.
È proprio questo elenco a raccontare la varietà dell’isola. A Baunei, tra Cala Goloritzé e il Golfo di Orosei, il nodo è quello degli accessi e della pressione dei visitatori. A Cabras, invece, il premio richiama anche il valore dell’area marina protetta della Penisola del Sinis e Isola di Mal di Ventre, un tratto di costa dove spiagge, stagni e siti archeologici stanno a pochi chilometri l’uno dall’altro.
Le sei località sarde rafforzano l’immagine dell’isola come una delle mete italiane più richieste per l’estate 2026. Ma il successo porta con sé anche qualche domanda. Come si proteggono le spiagge più fragili? Come si evita che il boom di visitatori renda difficili da vivere piccoli borghi e litorali delicati, sia per chi ci abita sia per chi arriva in vacanza? Nella logica delle Cinque Vele, la risposta passa da regole chiare, controlli e servizi pensati davvero per i territori.
Puglia, Toscana e Campania: le coste che completano il podio
Dietro la Sardegna c’è la Puglia, con cinque località premiate. Nell’Alto Salento Ionico compaiono Nardò e Gallipoli, due nomi ormai centrali nel turismo balneare pugliese. Sul versante adriatico entrano in classifica Otranto e Melendugno, mentre sul Gargano il riconoscimento va a Vieste, affacciata su uno dei tratti più conosciuti della costa foggiana.
La Toscana chiude il podio regionale con quattro località a Cinque Vele, tutte in provincia di Grosseto: Castiglione della Pescaia, Marina di Grosseto, Capalbio e Isola del Giglio. Per la Maremma è una conferma. Qui il mare si lega alle pinete, alle aree protette, ai borghi e a una rete di servizi turistici già solida. Il punto forte non è solo la singola spiaggia, ma la continuità del paesaggio costiero.
La Campania porta a casa tre riconoscimenti, tutti in provincia di Salerno: Castellabate, Pollica-Acciaroli-Pioppi e San Giovanni a Piro. Sono località che negli ultimi anni hanno puntato molto su identità ambientale e culturale, tra Cilento, aree protette e piccoli centri affacciati sul mare. Più indietro, ma sempre nella fascia alta, ci sono Liguria e Basilicata, con una località ciascuna: le Cinque Terre e Maratea.
Il quadro conferma una linea precisa. Le mete premiate non sono soltanto quelle con acqua limpida e spiagge famose, ma territori che hanno costruito un’offerta riconoscibile, spesso legata a mobilità lenta, tutela dei borghi e percorsi nella natura.
Laghi premiati: Trentino-Alto Adige in testa, riconoscimenti anche a Piemonte, Veneto, Lombardia e Abruzzo
La guida “Il Mare più bello 2026” guarda anche ai laghi, con dieci località premiate con le Cinque Vele. In testa c’è il Trentino-Alto Adige, che conferma tre riconoscimenti: Molveno, Fiè e Monticolo. Qui contano la balneazione, certo, ma anche sentieri, mobilità dolce e cura del paesaggio di montagna.
Il Piemonte ottiene due premi, assegnati al lago di Avigliana e a Cannero Riviera, nel tratto più settentrionale del lago Maggiore. Anche il Veneto conquista due riconoscimenti, con il lago del Mis e il lago di Santa Croce, mete amate da famiglie, sportivi e viaggiatori che cercano un’alternativa al mare nei mesi più caldi.
In Lombardia le Cinque Vele vanno a Gardone Riviera e Toscolano Maderno, sulla sponda bresciana del lago di Garda. In Abruzzo, invece, il riconoscimento premia il lago di Scanno, uno dei luoghi più fotografati dell’Appennino centrale. Anche per i laghi il messaggio resta lo stesso: un bel paesaggio non basta. Bisogna conservarlo, gestirlo e renderlo accessibile senza consumarlo troppo in fretta.
Costa sarda con mare limpido e spiaggia tranquilla, immagine simbolo delle mete premiate nella guida “Il Mare più bello 2026”.






