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Rimborso 730: ecco chi rischia di aspettare fino al 2027

Chi avrà i rimborsi ritardati Ok!Mugello.itRimborso 730 - Ok!Mugello.it

Ogni anno, con l’avvio della stagione delle dichiarazioni dei redditi, milioni di lavoratori e pensionati attendono con ansia di ricevere il rimborso IRPEF previsto dal modello 730. Per molti, l’accredito arriva senza intoppi direttamente in busta paga o nel cedolino pensione, ma per altri i tempi possono allungarsi notevolmente, arrivando addirittura a slittare fino al 2027.

Il meccanismo dei rimborsi dipende da diversi fattori: la data di presentazione della dichiarazione, la presenza di un sostituto d’imposta e i controlli fiscali preventivi. Chi trasmette il modello entro maggio, ad esempio, ha più possibilità di ricevere il rimborso già in estate. Al contrario, chi invia la dichiarazione a ridosso delle scadenze estive o autunnali potrebbe dover attendere novembre o dicembre, soprattutto se il rimborso supera cifre elevate.

Chi riceve il rimborso in tempi rapidi

I lavoratori dipendenti e i pensionati con un sostituto d’imposta hanno generalmente percorsi più veloci. Per i dipendenti, l’accredito avviene direttamente nella busta paga, con finestre operative che vanno da luglio a novembre a seconda della data di invio. Per i pensionati, invece, il rimborso viene erogato tramite l’INPS, di norma a partire dal cedolino di agosto o settembre.

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Chi avrà i rimborsi ritardati – Ok!Mugello.it

La rapidità dipende anche dal fatto che il sostituto d’imposta gestisce il conguaglio, semplificando notevolmente le operazioni rispetto a chi non ha un intermediario.

Chi presenta il 730 senza sostituto d’imposta – ad esempio disoccupati, lavoratori domestici o collaboratori occasionali – riceve il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate. In questi casi i tempi si allungano perché l’ente deve verificare autonomamente i dati e procedere al pagamento tramite bonifico.

Se il rimborso supera i 4.000 euro o presenta anomalie rispetto agli anni precedenti, l’Agenzia può avviare controlli preventivi. Questi accertamenti possono richiedere mesi e ritardare l’accredito fino alla fine del 2026 o all’inizio del 2027.

Cosa monitorare per non perdere tempo

Indipendentemente dal tipo di contribuente, è fondamentale controllare correttamente i dati bancari, in particolare l’IBAN, e seguire lo stato della pratica tramite i canali ufficiali:

  • Area riservata del portale Agenzia delle Entrate
  • Modello 730-4
  • Cedolino stipendio o pensione
  • Fascicolo previdenziale INPS

Chi invia il 730 senza sostituto deve prestare attenzione maggiore, perché eventuali errori o omissioni possono far slittare l’accredito di settimane o mesi.

Quando il rimborso può saltare

Esiste una soglia minima di 12 euro, sotto la quale il sostituto d’imposta non procede all’accredito. Inoltre, se la busta paga è insufficiente per coprire l’importo, il rimborso viene distribuito nei mesi successivi con eventuali interessi previsti dalla normativa.

Mentre molti contribuenti riceveranno il rimborso già in estate o in autunno, chi invia tardivamente il modello o chi rientra nelle categorie senza sostituto d’imposta potrebbe dover aspettare fino al 2027. La differenza non dipende solo dalla fortuna, ma dalla combinazione tra tempistica d’invio, modalità di pagamento e controlli fiscali.

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