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Prestazioni estreme, visione sotto pressione. Il caso di un pilota Ferrari diventa studio scientifico

La risposta a queste criticità è arrivata da una strategia combinata. Dal punto di vista oftalmologico, sono state adottate lenti a...

Bio mugelli 2026 aprile

Un incontro tra scienza e sport ad alta velocità. È questo il cuore dell’evento “Racing with Ferrari”, promosso in collaborazione con Mugelli & Eureka Competition, che si terrà sabato 18 aprile 2026 alle ore 16:00. Al centro, un tema tanto specialistico quanto affascinante: la gestione visiva e metabolica in condizioni estreme, raccontata attraverso il caso reale di un pilota automobilistico professionista.

Protagonista dello studio è Max Mugelli, veterano delle competizioni con oltre vent’anni di carriera, più di 370 gare disputate e decine di vittorie. Il suo caso clinico, analizzato da un team multidisciplinare composto dall’oculista Paolo Miranda, dal farmacista Luca Ricciardi e dall’optometrista Andrea Panchetti, offre uno spaccato concreto delle sfide fisiologiche che gli atleti affrontano in ambienti estremi.

Visione e sicurezza: un binomio cruciale

Negli sport motoristici, la qualità della visione non è un dettaglio, ma un fattore determinante per la sicurezza e la performance. Il caso analizzato evidenzia come condizioni tipiche dell’abitacolo — temperature oltre i 55°C e una drastica riduzione dell’ammiccamento — possano compromettere la stabilità del film lacrimale e causare secchezza oculare, discomfort e calo visivo.

Nonostante un quadro clinico generale ottimale, Mugelli presentava un lieve astigmatismo e una storia di difficoltà nell’uso di lenti a contatto, proprio a causa della secchezza oculare accentuata in gara.

La soluzione: un approccio integrato

La risposta a queste criticità è arrivata da una strategia combinata. Dal punto di vista oftalmologico, sono state adottate lenti a contatto giornaliere in silicone-hydrogel, progettate per garantire elevata ossigenazione e stabilità visiva anche in condizioni difficili. Fondamentale anche l’uso di sostituti lacrimali a base di acido ialuronico ad alto peso molecolare, capaci di migliorare la protezione della superficie oculare e aumentare il comfort.

Parallelamente, è stato sviluppato un piano nutrizionale personalizzato per sostenere resistenza fisica, concentrazione e recupero. Integratori come creatina, aminoacidi ramificati, beta-alanina e citicolina hanno contribuito a migliorare le performance cognitive e la coordinazione occhio-mano, elementi essenziali per un pilota.

Un modello oltre lo sport

Ciò che rende questo studio particolarmente rilevante è la sua applicabilità anche al di fuori del contesto sportivo. Le strategie adottate possono infatti essere trasferite a categorie di pazienti comuni: lavoratori al computer, soggetti con sindrome dell’occhio secco o persone esposte a condizioni ambientali stressanti.

Il messaggio è chiaro: la visione non è solo una funzione sensoriale, ma un sistema complesso che richiede un approccio integrato tra medicina, nutrizione e tecnologia.

L’evento si propone quindi non solo come un’occasione di aggiornamento scientifico, ma anche come un punto di incontro tra discipline diverse, unite dall’obiettivo di migliorare le prestazioni umane nei contesti più estremi.

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