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Pensioni, € 1400 al mese in più oltre all’assegno che già ricevi: come richiedere il contributo che in pochi conoscono

Come funziona la prestazione universale INPS Ok!Mugello.itPensione - Ok!Mugello.it

A partire dal 1° gennaio 2025, gli anziani in difficoltà economica e con necessità assistenziali molto elevate possono beneficiare della Prestazione Universale INPS, un contributo che può arrivare a 1.400 euro al mese.

Questo beneficio, pensato per permettere agli anziani non autosufficienti di rimanere nelle proprie abitazioni, integra la pensione già percepita e rappresenta un sostegno importante per chi si trova in situazioni di fragilità.

La Prestazione Universale, spesso definita bonus anziani, è un contributo che non viene erogato automaticamente, ma deve essere richiesto esplicitamente. Solo chi presenta domanda entro i termini stabiliti può ottenere il beneficio. La misura prevede due componenti: la quota fissa di circa 550 euro, che corrisponde all’indennità di accompagnamento, e una quota integrativa di 850 euro al mese, utilizzabile per coprire le spese di assistenza domiciliare. Questo aiuto economico è destinato agli anziani invalidi al 100%, che sono titolari di indennità di accompagnamento e che hanno un ISEE sociosanitario non superiore a 6.000 euro.

Come funziona il contributo e come ottenerlo

Per poter beneficiare della Prestazione Universale INPS, è necessario rispettare alcuni requisiti. Innanzitutto, il richiedente deve essere un pensionato con almeno 80 anni di età. Inoltre, il pensionato deve essere non autosufficiente e avere necessità assistenziali elevate. Il reddito basso è un altro requisito fondamentale per l’accesso al contributo, che è riservato a chi ha difficoltà a sostenere le spese per l’assistenza domiciliare.

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Per accedere al beneficio, bisogna presentare domanda all’INPS, dimostrando il bisogno assistenziale gravissimo. Una volta accettata la richiesta, l’INPS erogherà il contributo, che si suddivide in due parti: 550 euro come quota fissa (pari all’indennità di accompagnamento) e 850 euro come quota integrativa.

L’importo di 850 euro non viene erogato in denaro contante, ma sotto forma di voucher assistenziale. Questa somma deve essere utilizzata esclusivamente per pagare una badante regolarmente assunta, finanziare servizi di assistenza domiciliare o coprire prestazioni di imprese specializzate nell’assistenza non sanitaria. L’obiettivo è garantire agli anziani una cura continuativa senza dover gravare sulle famiglie, che potrebbero non essere in grado di sostenere interamente i costi dell’assistenza.

Perché fare richiesta per la Prestazione Universale INPS

Molti anziani potrebbero non conoscere questo contributo, ma rappresenta una risorsa importante per chi si trova a dover affrontare spese elevatissime per l’assistenza domiciliare. Con 1.400 euro al mese, oltre alla pensione già ricevuta, gli anziani potranno vivere più serenamente, evitando il ricovero in strutture assistenziali. La Prestazione Universale INPS è una misura sperimentale che, purtroppo, avrà termine il 31 dicembre 2026. Quindi, per chi ha i requisiti, richiedere questo contributo potrebbe fare davvero la differenza nel quotidiano.

Se avete almeno 80 anni e siete in una situazione di fragilità economica e sanitaria, non esitate a richiedere la Prestazione Universale INPS. Potreste accedere a un aiuto economico significativo che vi permetterà di restare nella vostra casa, con l’assistenza necessaria per migliorare la qualità della vita.

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