Marradi ha rinnovato anche quest’anno il tradizionale legame con le monache domenicane del Monastero della Santissima Annunziata e con la Chiesa della SS. Annunziata, in occasione della festa di San Domenico. La ricorrenza ha richiamato numerosi cittadini e rappresentanti della comunità locale, confermando il rapporto storico e religioso che unisce il paese all’istituzione monastica.
La giornata è stata caratterizzata dalla celebrazione della Santa Messa, concelebrata da don Roberto Cornacchia, parroco in solido della Parrocchia di San Lorenzo in Marradi e amministratore parrocchiale di Santa Maria Nascente in Crespino, insieme a don Domenico Naldoni dell’Arcidiocesi di Firenze e a don Massimo Monti, parroco di San Michele Arcangelo in Tredozio. La partecipazione di sacerdoti legati al territorio ha contribuito a sottolineare il carattere comunitario della celebrazione.
Durante l’omelia, don Roberto Cornacchia ha approfondito la figura di San Domenico da Guzman, presentandolo come uomo di preghiera e grande predicatore, impegnato nella difesa della fede e nella salvezza delle anime. Particolare attenzione è stata dedicata alla sua opera nel contrasto alle eresie albigesi, che nel periodo storico in cui visse contestavano diversi elementi della dottrina e della pratica sacramentale della Chiesa.
La celebrazione è stata accompagnata da un particolare apparato liturgico. La chiesa, addobbata per l’occasione, ha ospitato l’imponente statua di San Domenico, collocata in cornu Epistolae per la solenne ricorrenza. La musica e i canti liturgici eseguiti dal coro femminile hanno completato il rito, contribuendo a creare un’atmosfera particolarmente partecipata.
La festività ha inoltre rappresentato un’occasione per ricordare la presenza domenicana a Marradi, documentata dal 1575 attraverso la vita delle monache della Santissima Annunziata. La loro esperienza religiosa si inserisce nella tradizione delle comunità domenicane di clausura e si fonda sulla preghiera, sulla consacrazione a Dio e sull’ascolto della parola di Cristo, secondo un modello spirituale che richiama anche l’esempio di Maria.
Al termine della celebrazione, i numerosi partecipanti si sono riuniti nel giardino del convento, dove le monache hanno predisposto un buffet per offrire un momento di convivialità. Nonostante il caldo particolarmente intenso della giornata, l’incontro ha permesso alla comunità di proseguire la ricorrenza in un clima di condivisione. Tra i presenti figuravano anche esponenti del mondo della cultura, dell’imprenditoria e delle professioni, da tempo vicini alla realtà religiosa. La giornata ha così confermato il valore storico, spirituale e comunitario del legame tra Marradi e il convento della Santissima Annunziata.






