Prenotare un posto in prima fila in uno stabilimento balneare oggi si fa dal telefono, scegliendo la postazione su una mappa, spesso senza pagare un centesimo in più rispetto al prezzo del lido. Le piattaforme che lo consentono — Spiagge.it, Sunbrellaweb, Cocobuk, MarinApp, Ombrellone.it — censiscono da centinaia a migliaia di strutture: una dichiara oltre 3.800 stabilimenti indicizzati, un’altra più di mille prenotabili.
Il meccanismo è uniforme. Si seleziona la località, si apre la pianta dello stabilimento con le postazioni libere in verde e quelle occupate in grigio, si sceglie la fila e la combinazione — un ombrellone con due lettini, per esempio — e si paga con carta. Diversi portali non addebitano alcuna commissione all’utente: il guadagno arriva dal gestionale venduto allo stabilimento, non dal bagnante.
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Qui entra il dato che ridimensiona la promessa del titolo: la prima fila costa meno di quanto si creda. Secondo l’indagine 2026 di Altroconsumo, condotta su 222 stabilimenti in dieci località nella settimana dal 2 all’8 agosto, una settimana con ombrellone e due lettini costa in media 238 euro in prima fila, 229 in seconda, 219 in terza e 210 dalla quarta in poi. Tra la posizione più ambita e quella più arretrata ballano 28 euro a settimana, quattro al giorno. Il sovrapprezzo per stare davanti, insomma, è marginale.

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A pesare sul conto è la geografia, non la fila. La stessa rilevazione colloca Alassio in cima con 368 euro a settimana in prima fila e Lignano in fondo a 164: più del doppio, a parità di postazione. Gli aumenti annui più bruschi si registrano a Taormina e Giardini Naxos (+16%), Alghero (+14%) e Gallipoli (+10%). Sul lungo periodo la media delle prime quattro file è passata dai 182 euro del 2021 ai 225 del 2026, un quarto in più in cinque anni.
C’è poi una voce che la prenotazione online non copre. Federconsumatori segnala che acqua, tramezzini e piatti del ristorante interno possono arrivare a costare il 40-45% in più rispetto agli stessi prodotti fuori dalla spiaggia. Prenotare il lettino non mette al riparo dal conto del pranzo, che incide più della posizione scelta.
Alcune funzioni accessorie spostano poco la spesa ma cambiano il rischio. Con circa cinque euro di supplemento molti lidi offrono un’assicurazione maltempo che restituisce l’importo in caso di temporale; su altri portali la cancellazione resta gratuita fino alle 23.59 del giorno prima, dopodiché scatta una trattenuta del 15% sulla carta e il saldo si versa in cassa.
Il vantaggio di questi servizi non è il prezzo, che resta quello del lido, ma la certezza del posto. E reggono proprio perché in pochi li usano: finché la maggioranza si presenta allo sportello, la prima fila prenotabile dall’app resta disponibile. Quanti, davanti a una differenza di quattro euro al giorno, sceglieranno comunque la quarta fila per risparmiare, è la domanda che il listino lascia aperta.
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