Per molti genitori separati arriva un nuovo sostegno economico pensato per alleggerire alcune delle spese più pesanti dopo la fine della vita familiare insieme.
La misura punta soprattutto su chi deve conciliare affitto, mantenimento dei figli e redditi non sempre sufficienti a coprire tutte le uscite. Requisiti, importi e controlli saranno definiti nel dettaglio dal bando ministeriale.
Chi può fare domanda: reddito, separazione e obblighi di mantenimento
Il nuovo bonus per genitori separati o divorziati sarà destinato, secondo le informazioni finora disponibili sul provvedimento del Mit, a una platea ben definita. Il primo requisito riguarda la situazione familiare: potranno fare domanda i genitori formalmente separati o divorziati, obbligati a versare un assegno di mantenimento per i figli o comunque tenuti a impegni economici fissati al momento della separazione.
Poi c’è il nodo del reddito. Il bando atteso dal ministero dovrà stabilire soglie e criteri per capire chi si trova davvero in difficoltà. Non sarà quindi un aiuto automatico per tutti i separati, ma una misura mirata. Come accade spesso per questi contributi, serviranno documenti fiscali aggiornati, con ogni probabilità l’Isee o certificazioni simili. I dettagli, però, arriveranno solo con il testo ufficiale.
Il punto decisivo sarà l’equilibrio tra entrate, spese per la casa e mantenimento dei figli. Il ministero vuole raggiungere quei genitori che, dopo la separazione, si trovano con costi fissi pesanti: affitto, assegni periodici, bollette, spese di tutti i giorni. Una situazione tutt’altro che rara, come segnalano da tempo associazioni familiari e sportelli sociali. “Il problema non è solo arrivare a fine mese, ma farlo senza saltare gli impegni presi davanti al giudice”, ha spiegato un operatore del settore.
Bonus da 500 euro, fondo da 60 milioni: chi rientra nella platea
Il contributo economico potrà arrivare fino a 500 euro, secondo lo schema anticipato, e sarà coperto da uno stanziamento da 60 milioni di euro. La misura rientra nelle politiche abitative e familiari seguite dal ministero delle Infrastrutture. La prima platea stimata è di circa 5mila beneficiari.

Documenti d’affitto e spese domestiche su un tavolo, simbolo del sostegno economico per genitori separati o divorziati.
La somma riconosciuta a ogni richiedente dipenderà dal bando. Per ora, in base alle anticipazioni, il limite massimo resta fissato a 500 euro. Resta da capire se il contributo sarà pagato in un’unica soluzione, mese per mese, oppure come rimborso di spese precise e documentate. È uno dei punti più attesi, perché da qui si capirà quanto l’aiuto potrà incidere davvero sui bilanci familiari.
Il fondo non sembra pensato come un sostegno generico al reddito, ma come un aiuto mirato per chi, dopo la rottura del nucleo familiare, vive una situazione abitativa ed economica fragile. In concreto, il bonus da 500 euro potrebbe servire a coprire una parte dell’affitto, soprattutto nelle città dove i canoni pesano di più. Roma, Milano, Bologna, Firenze: nei grandi centri, anche una stanza o un bilocale possono portare via una fetta importante dello stipendio.
Affitto, altri immobili e controlli: i paletti per ottenere il bonus
Tra i requisiti più delicati ci saranno quelli legati alla casa. Il bando del Mit dovrebbe prevedere verifiche sul contratto di affitto, sulla residenza e sull’eventuale possesso di altri immobili. L’obiettivo è evitare che il contributo vada a chi ha già soluzioni abitative alternative o patrimoni non coerenti con la finalità sociale della misura.
Chi farà domanda dovrà quindi provare di sostenere davvero una spesa per l’abitazione. Con ogni probabilità bisognerà indicare gli estremi del contratto di locazione, il canone pagato e la propria situazione patrimoniale. In caso di immobili di proprietà, il bando dovrà chiarire quali condizioni impediranno l’accesso: seconde case, quote di proprietà o immobili disponibili nello stesso Comune. Anche qui, però, servirà aspettare il testo ufficiale.
Sono previsti anche controlli sulle dichiarazioni dei richiedenti. Le verifiche potranno riguardare redditi, stato civile, carichi familiari, obblighi di mantenimento e situazione immobiliare. Una procedura forse non rapidissima, ma necessaria per una misura finanziata con soldi pubblici. Chi è interessato farebbe bene a conservare sentenza o accordo di separazione, documenti sul mantenimento, contratto d’affitto e certificazioni reddituali. Il bando, atteso a breve, indicherà tempi, modalità di domanda e graduatorie.
Un genitore controlla bollette e carte di affitto, immagine simbolo del bonus fino a 500 euro per separati o divorziati.








