Marradi

Come lavora il genio. Il volume che svela nuovi documenti su Dino Campana e il suo laboratorio poetico

Particolare attenzione viene dedicata anche alla figura di Franco Matacotta, autore della prima tesi di laurea conosciuta su Campana, realizzata...

Il volume “Come lavora il genio”, curato da Leonardo Chiari e Walter Scarpi per il Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” di Marradi e pubblicato da Tempo al libro di Faenza nel 2026, raccoglie e valorizza le più recenti ricerche dedicate alla figura di Dino Campana, offrendo nuovi elementi per comprendere il percorso creativo di uno dei maggiori poeti italiani del Novecento.

La pubblicazione nasce dall’importante scoperta annunciata nel maggio 2025 dal Centro Studi Campaniani: il ritrovamento di un esemplare delle “Opere” di François Villon, edizione parigina del 1910, appartenuto a Campana e arricchito da numerose annotazioni autografe. Il volume, considerato a lungo irreperibile, conserva nei margini bianchi appunti, varianti e bozze poetiche che testimoniano il metodo di lavoro del poeta e aprono nuove prospettive nello studio della sua produzione letteraria.

Il ritrovamento era stato al centro della mostra “Come lavora il genio”, organizzata a Marradi tra settembre e dicembre 2025, durante la quale il pubblico ha potuto osservare per la prima volta il libro appartenuto a Campana insieme ad altri testi che contribuirono alla formazione del suo immaginario poetico. Il nuovo volume consente ora di preservare e rendere disponibile agli studiosi il patrimonio documentale prodotto in occasione dell’esposizione.

Oltre al catalogo della mostra, il libro raccoglie quattordici contributi inediti dedicati alle recenti scoperte sul poeta marradese. Tra gli approfondimenti più significativi emerge quello relativo al celebre manoscritto “Il più lungo giorno”, considerato per decenni perduto. Le nuove ricerche suggeriscono invece una diversa ricostruzione storica: il manoscritto sarebbe stato ritrovato da Ardengo Soffici prima del 1927, ma non restituito a Campana, rimanendo custodito nello studio dell’intellettuale fino alla sua morte.

Il volume propone inoltre contributi dedicati al rapporto tra Campana e François Villon, evidenziando come la poesia del poeta francese abbia rappresentato un riferimento fondamentale nella formazione artistica dell’autore dei “Canti Orfici”. Le annotazioni presenti sul libro ritrovato mostrano una fitta rete di citazioni e influenze, confermando l’importanza della biblioteca personale di Campana nella costruzione della sua scrittura.

Tra gli interventi presenti figurano anche studi di Gianni Turchetta, Leonardo Chiari, Stefano Fumagalli, Stefano Drei, Walter Scarpi e altri ricercatori impegnati nella rilettura dell’opera campaniana. Gli approfondimenti affrontano temi diversi, dalla genesi dei testi poetici alla biografia dell’autore, fino alla ricostruzione di episodi poco conosciuti della sua vita.

Particolare attenzione viene dedicata anche alla figura di Franco Matacotta, autore della prima tesi di laurea conosciuta su Campana, realizzata pochi anni dopo la morte del poeta. Il suo lavoro offre testimonianze preziose raccolte attraverso il rapporto con Sibilla Aleramo e contribuisce a delineare il carattere rigoroso e complesso della ricerca poetica campaniana.

La pubblicazione coincide inoltre con un momento significativo per la memoria del poeta: nel 140° anniversario della nascita, la casa della famiglia Campana è entrata a far parte del patrimonio pubblico, ponendo le basi per un futuro percorso museale. Il volume documenta anche aspetti della vita quotidiana del poeta, attraverso testimonianze, ricordi familiari e documenti d’archivio, compresa la scheda relativa al periodo di internamento presso il manicomio di Imola.

“Come lavora il genio” rappresenta quindi un contributo fondamentale per gli studi campaniani, capace di unire ricerca storica, analisi letteraria e valorizzazione documentaria. Attraverso nuovi materiali e interpretazioni aggiornate, il libro restituisce l’immagine di un autore complesso, profondamente legato alla propria biblioteca e impegnato in una continua ricerca dell’espressione poetica definitiva.

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