Spiegano dal Comitato Firenzuola No Discarica Il Pago:
E’ stato necessario far passare qualche giorno per digerirla e riflettere. Ma adesso non si può più aspettare: bisogna dare la brutta notizia. Il ricorso promosso dinnanzi al TAR è stato respinto. E questo ci dispiace e ci fa arrabbiare, soprattutto per la motivazione.
Non abbiamo infatti perso sull’esame del merito, ovvero delle motivazioni da noi sollevate per contestare il progetto. Ci è stata negata una sentenza su questo, perché il Tar Firenze ha reputato che il Comitato da noi costituito non avesse la legittimità per presentare il ricorso. Il Comitato sarebbe infatti troppo “giovane”, costituito troppo a ridosso dell’autorizzazione al progetto e con finalità non abbastanza “generali” per poter essere rappresentativo di un interesse pubblico. In alternativa, avremmo dovuto essere iscritti all’albo nazionale delle Associazioni Ambientaliste, cosa che non è certo alla portata di tutti e non si fa in “due balletti”.
E’ vero, il Comitato si è costituito attorno al problema della riapertura della Discarica, quando questo si è reso evidente, e ci sembra assurdo doverci giustificare del fatto che sia il nostro principale scopo. Del resto, i Comitati per loro stessa definizione, si costituiscono attorno a scopi specifici.
Allo stesso tempo, sappiamo bene di essere rappresentativi, eccome: attraverso la nostra azione rappresentiamo la posizione della stragrande maggioranza della popolazione di Firenzuola sulla Discarica.
Inoltre, a ben vedere, le finalità dello statuto del Comitato vanno al di là della mera opposizione al quinto lotto del Pago, abbracciando lo scopo della tutela ambientale generale del nostro territorio. Ma siamo troppo “giovani”, non “abbastanza rappresentativi”. Di una cosa però ci va dato atto: di fronte ai cittadini che ci sostengono, abbiamo promesso di contrastare con ogni mezzo a nostra disposizione la riapertura della Discarica il Pago e così abbiamo fatto, credete, con molto impegno e molta fatica. E’ quindi ancora più amaro non avere una sentenza.
I TAR, sulla legittimità dei Comitati cittadini si sono espressi nel tempo con posizioni tra sé divergenti (alcuni riconoscendone la legittimità, altri o in altre sentenze esprimendo la posizione opposta). Il positivo esempio del Comitato di Imola, contro la riapertura della Discarica Tre Monti, ci aveva infuso coraggio e fatto ben sperare! Con questa pronuncia, ci pare invece che si voglia stringere il varco e dare un taglio drastico alla partecipazione alle decisioni, da parte di chi le subisce.
Alla luce di com’è andata, amareggia non aver avuto, nonostante le nostre insistenze, l’adesione al ricorso dell’allora Amministrazione comunale. Non ci avrebbe certo assicurata la vittoria, tuttavia, per lo meno avrebbe risolto la questione della legittimazione e avrebbe garantito una sentenza di merito. Comunque, non vuole essere una scusa. Ci era stato risposto “no” fin dal principio, ma abbiamo deciso di andare avanti ugualmente. E, almeno di questo, siamo contenti. Per la prima volta, il nostro Territorio, abituato a sopportare tutto, magari mugugnando per poi “farsela passare”, ha dimostrato di voler esprimere la propria voce e di farlo martellando ostinatamente, fino in fondo. Se ci hanno considerato troppo “giovani”, è il momento di dimostrare che non sarà una avversità a spegnere il nostro impegno e che è nostra intenzione continuare a lottare per impedire che si concretizzi la possibilità di un ulteriore ampliamento, con la realizzazione di un VI lotto. Per far questo però è indispensabile che la popolazione ci confermi la sua fiducia, affinché il Comitato resti un presidio di controllo e uno strumento di pressione indipendente.
Per quanto riguarda l’eventualità di fare appello al Consiglio di Stato sulla sentenza di primo grado del TAR, va detto che è una possibilità da valutare con molta attenzione, considerati tempi e costi non banali. Abbiamo tempo per pensarci e valutare con un legale. Prima di decidere, sarebbe importante far esprimere su tale ipotesi i cittadini di Firenzuola, attraverso un’assemblea. Tuttavia, indipendentemente da ciò, se la popolazione continuerà a darci sostegno, riteniamo importante che il Comitato resti in piedi, e continui a svolgere il suo ruolo, per non trovarsi domani per l’ennesima volta impreparati e ad armi spuntate. Perdere una battaglia, non significa perdere la guerra. E’ fondamentale rinnovare ora il nostro impegno sociale come comunità e collaborare insieme affinché l’integrità ambientale del nostro territorio non venga più calpestata, così che in futuro le cose possano finalmente cambiare.











