Dal 12 al 19 luglio si svolgerà un articolato programma di iniziative religiose e civili dedicate alla commemorazione dell’82° anniversario dell’eccidio nazista che nel 1944 colpì le comunità di Crespino del Lamone, Fantino e Lozzole. Le celebrazioni rappresentano un momento di riflessione collettiva e di memoria storica, volto a ricordare le vittime di uno degli episodi più tragici avvenuti durante la Seconda guerra mondiale nel territorio dell’Appennino tosco-romagnolo.
Nel corso della settimana sono previsti appuntamenti commemorativi, incontri e cerimonie che coinvolgeranno istituzioni, associazioni e cittadini con l’obiettivo di mantenere viva la memoria degli eventi che segnarono profondamente queste comunità. Le iniziative intendono inoltre promuovere i valori della pace, della democrazia e della libertà, attraverso il ricordo delle conseguenze del conflitto e delle violenze perpetrate contro la popolazione civile.
La commemorazione ufficiale si terrà domenica 19 luglio. La mattinata sarà caratterizzata da momenti istituzionali e commemorativi, culminando con la lectio conclusiva affidata a Matteo Mazzoni, direttore dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isrt). Il suo intervento offrirà un approfondimento storico sul contesto in cui maturarono i fatti del 1944 e sull’importanza della conservazione della memoria come strumento di conoscenza e consapevolezza civile.
Alla cerimonia parteciperà anche la Città Metropolitana di Firenze, rappresentata dal Gonfalone ufficiale e dalla consigliera delegata Sara Di Maio. La presenza delle istituzioni conferma il valore pubblico della ricorrenza e l’impegno nel preservare il ricordo delle vittime dell’eccidio, trasmettendo alle nuove generazioni il significato della memoria storica e il rispetto dei principi democratici sanciti dalla Costituzione.
L’anniversario costituisce così un’occasione per rinnovare il legame con la storia del territorio e rendere omaggio alle comunità di Crespino del Lamone, Fantino e Lozzole, affinché il ricordo di quei tragici avvenimenti continui a rappresentare un monito contro ogni forma di violenza e sopraffazione.






