Bastava un supertele leggermente sgonfio, due zaini per fare i pali e l’asfalto rovente del cortile si trasformava, a costo zero, nell’Olimpico. Se volevi darti al tennis, recuperavi una racchetta di legno nel garage del nonno e andavi a colpire palline sbucciate contro il muro della parrocchia. Per rinfrescarti in estate? C’era la roggia dietro casa, dove il rischio più grande era una congestione fulminante o il morso di una vipera, ma l’ingresso era rigorosamente libero.
Lo sport non era un’attività pianificata sul calendario: era uno stato mentale, un’estensione naturale della giornata, e soprattutto non costava una lira.
Oggi la situazione è decisamente cambiata. Provate a tirare due calci a un pallone in un cortile condominiale: si indice subito una riunione straordinaria di condominio, arrivano tre denunce per disturbo della quiete pubblica e il sequestro del pallone.
Insomma: oggi se vuoi fare sport, devi pagare. E non poco.
Il passaggio dalla strada ai centri sportivi moderni ha trasformato l’attività fisica da passatempo popolare a bene di lusso. A Borgo San Lorenzo c’è chi chiede che lo sport rimanga a disposizione di tutte le tasche, gonfie o al verde che siano.





