Mugello

Consorzio di Bonifica e Unione dei Comuni: “Sulla carta un’opportunità, nei fatti il rischio dell’ennesimo monopolio distante dal territorio”

Saverio Zeni (Consigliere comunale a Dicomano) lancia l'allarme sulla convenzione con il Medio Valdarno e presenta quattro clausole di salvaguardia per il Mugello: "I Sindaci avranno il coraggio di pretendere tutele o chineranno il capo di fronte alle direttive imposte?" ecco la sua nota.

Nell’ultima seduta del Consiglio dell’Unione dei Comuni del Mugello si è consumato un passaggio istituzionale di fondamentale importanza per la tutela della nostra valle: la discussione sulla convenzione per il trasferimento diretto della gestione idraulica e della bonifica al Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno. Un atto il cui voto è al momento slittato, ma che traccia una rotta precisa per il futuro della sicurezza idrogeologica locale.

Sulla carta l’operazione si presenta con premesse funzionali e inappuntabili. Trasferire la gestione operativa a una struttura complessa come il Medio Valdarno significa garantire competenze ingegneristiche dedicate, maggiore capacità di spesa e velocizzazione delle procedure d’appalto, sollevando gli uffici dei Comuni dall’incombenza di gare ed adempimenti in un momento di forte carenza d’organico.

Tuttavia, la realtà politica e storica del nostro territorio impone una valutazione ben più rigorosa.

“Da oltre vent’anni assistiamo in Toscana alla medesima parabola istituzionale” dichiara Saverio Zeni, Consigliere comunale a Dicomano. “In nome dell’efficienza e delle economie di scala, le funzioni fondamentali vengono sottratte ai Comuni per essere consegnate a colossi in regime di monopolio. Lo abbiamo visto nel settore dei rifiuti, dove alla promessa di ottimizzazione sono seguiti aumenti delle tariffe e un progressivo calo della qualità del servizio. Lo viviamo ogni giorno sui binari della ferrovia Faentina, dove i nostri amministratori non riescono minimamente a incidere di fronte ai gestori del trasporto. Il rischio reale di questa convenzione è la delega in bianco a un centralismo monopolista che allontana il centro decisionale dai bisogni reali del Mugello.”

Il territorio mugellano, prevalentemente montano e pedemontano, richiede una cura idraulica capillare e tempestiva. Consegna la gestione a un macro-ente con sede a Firenze comporta il concreto pericolo di veder marginalizzata la manutenzione dei piccoli rii montani a favore delle grandi opere del fondovalle ad alta densità abitativa, sottoutilizzando al contempo il prezioso patrimonio di competenze delle maestranze idraulico-forestali locali.

Per evitare l’ennesimo svuotamento di rappresentanza e garantire che le risorse dei cittadini rimangano a presidio del territorio, Saverio Zeni formula una proposta formale indirizzata a tutti i Sindaci dell’Unione dei Comuni, chiedendo che l’accordo non venga approvato senza l’inserimento di quattro clausole vincolanti:

  1. Tutela e priorità per le maestranze locali: Obbligo formale per il Consorzio di affidare i lavori di manutenzione ordinaria del reticolo montano al personale idraulico-forestale incardinato sul territorio e alle ditte boschive locali.
  2. Vincolo di reinvestimento territoriale: Garanzia contrattuale che almeno l’85-90% del gettito riscosso tramite il contributo di bonifica a carico delle famiglie e delle imprese del Mugello sia effettivamente reinvestito all’interno del bacino mugellano.
  3. Approvazione vincolante del Piano delle Attività: Il Piano Annuale delle Opere di Bonifica deve essere sottoposto all’approvazione preventiva e vincolante dell’Unione dei Comuni, restituendo ai Sindaci potere di veto e di indirizzo sulle priorità.
  4. Presidio tecnico e penali di servizio: Mantenimento di una sede operativa nel Mugello, definizione di standard prestazionali certi (SLA) per gli interventi ordinari e straordinari, e previsione di sanzioni economiche in caso di inadempienza.

“I nostri amministratori si trovano davanti a un bivio” conclude Zeni. “Sceglieranno la comodità di togliersi un problema gestionale dalle spalle o difenderanno l’autonomia e la sicurezza del nostro territorio? La domanda che rivolgo pubblicamente alla giunta dell’Unione è una sola: Care sindache e cari sindaci del Mugello, avrete il coraggio di pretendere questi vincoli a tutela dei cittadini o chinerete ancora una volta il capo di fronte alle direttive fiorentine?

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