La primavera è ormai alle spalle e nei giardini molti tulipani, giacinti e narcisi hanno già concluso la loro fioritura.
A questo punto arriva una delle domande più frequenti tra gli appassionati di giardinaggio: bisogna lasciare i bulbi nel terreno oppure è meglio dissotterrarli?
La risposta dipende dalla specie, ma anche dalle condizioni climatiche e dallo stato delle piante. Un intervento eseguito nel momento corretto può fare la differenza tra una fioritura abbondante e una stagione deludente.
L’errore più comune è avere fretta. Dopo la fioritura, infatti, le foglie continuano a svolgere un ruolo essenziale: attraverso la fotosintesi accumulano energia che verrà immagazzinata nel bulbo e utilizzata nella primavera successiva.
Per questo motivo non bisogna tagliare il fogliame ancora verde. Occorre attendere che le foglie ingialliscano e si secchino naturalmente. Solo allora il bulbo avrà completato il suo ciclo vegetativo e potrà essere estratto senza rischi.
In genere i tempi sono abbastanza prevedibili. I bulbi più precoci possono essere dissotterrati già a metà giugno, mentre per molti tulipani, giacinti e narcisi il periodo ideale si colloca tra la fine di giugno e l’inizio di luglio.
Perché molti giardinieri preferiscono dissotterrarli
Lasciare i bulbi nel terreno sembra la soluzione più semplice, ma non sempre è la migliore. Durante l’estate il terreno può alternare lunghi periodi di siccità a piogge abbondanti, condizioni che possono favorire marciumi e malattie fungine.
Inoltre, con il passare degli anni i bulbi producono piccoli bulbilli laterali. Se restano troppo vicini tra loro finiscono per competere per spazio e nutrienti, con il risultato di ottenere fioriture meno spettacolari.
Dissotterrare i bulbi permette quindi di controllarne lo stato di salute, eliminare quelli danneggiati e separare i nuovi bulbilli destinati a diventare future piante.

Quali bulbi possono restare nel terreno(www.okmugello.it)
Non tutte le specie richiedono la stessa attenzione.
Molti esperti consigliano di estrarre ogni anno soprattutto tulipani, giacinti e, in alcune situazioni, anche i narcisi, specialmente nelle zone dove le estati sono molto umide. Al contrario, specie come crochi, muscari e bucaneve possono spesso rimanere nel terreno per diversi anni senza particolari problemi.
La scelta dipende anche dall’effetto che si desidera ottenere. Chi punta a una fioritura uniforme e abbondante tende a controllare regolarmente i bulbi, mentre chi preferisce un giardino più naturale spesso li lascia indisturbati.
Come conservarli fino all’autunno
Una volta dissotterrati, i bulbi devono essere trattati con cura. È consigliabile effettuare l’operazione in una giornata asciutta, utilizzando una forca da giardino o una piccola vanga per evitare danni accidentali.
Dopo l’estrazione occorre eliminare la terra in eccesso, rimuovere le parti secche e lasciare asciugare i bulbi in un luogo ombreggiato e ben ventilato. Successivamente possono essere sistemati in cassette o contenitori traforati.
L’ambiente ideale per la conservazione è asciutto, buio e arieggiato. Durante l’estate è utile controllarli periodicamente per verificare l’eventuale presenza di muffe o segni di deterioramento.
Quando arriveranno i primi mesi autunnali, i bulbi saranno pronti per tornare in terra e prepararsi a una nuova stagione di colori. Un piccolo lavoro che richiede qualche attenzione in più, ma che spesso regala aiuole molto più ricche e ordinate nella primavera successiva.
Quando è il momento di scavare i bulbi (www.okmugello.it)










