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Cambia tutto da un giorno all’altro: adesso sì, Italia al Mondiale 2026

Trump con la coppa del MondoCambia tutto da un giorno all'altro: adesso sì, Italia al Mondiale 2026 - Okmugello.it

L’Italia fuori dal Mondiale sembrava una storia chiusa, dolorosa, ma chiusa. Adesso, invece, è tornata dentro una frase detta in radio, dentro un’ipotesi che fino a pochi giorni fa pareva quasi impossibile da prendere sul serio. Non c’è una qualificazione, non c’è un comunicato FIFA, non c’è un posto liberato. C’è però una pressione politica che continua a muoversi attorno al caso Iran.

Zampolli non molla: Italia al Mondiale

A rilanciare tutto è stato Paolo Zampolli, inviato speciale di Donald Trump, intervenuto a La Politica nel Pallone su Rai Gr Parlamento. Le sue parole sono pesanti: “Che percentuale c’è per la partecipazione dell’Italia ai Mondiali? Penso più del 50%”. Poi l’altro passaggio: “Incontrerò Infantino a Miami per il Gran Premio di Formula 1 nel weekend” e “Non dovrebbe esserci un Mondiale senza Italia, la decisione spetterà a Infantino e Trump”.

Il punto resta l’Iran. Zampolli aveva già parlato della possibilità di un ripescaggio azzurro al posto della nazionale iraniana, anche se, come ricorda la stessa fonte, l’Iran non avrebbe rinunciato alla partecipazione al torneo. Il Mondiale 2026 si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico, con 48 squadre, e proprio la parte americana rende la vicenda più delicata.

Maglietta dell'Italia con la Coppa del Mondo su un campo da calcio

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Ripescaggio Italia, questione politica

Zampolli ha spiegato di aver chiesto a Infantino una possibilità per l’Italia perché, a suo dire, l’Iran “non è ancora confermato a causa della Guerra”. Ha poi aggiunto che i visti per gli Stati Uniti sarebbero “molto difficili da ottenere” e che i giocatori iraniani sarebbero “molto, molto benvenuti”, distinguendo però la squadra da eventuali persone al seguito non gradite agli Usa.

Qui nasce la zona grigia. Perché una cosa è parlare di sicurezza, visti e delegazioni, un’altra è trasformare tutto questo in un ripescaggio dell’Italia, che sul campo il Mondiale non se lo è preso. Anche in Italia, peraltro, il ministro Abodi e il presidente del Coni Buonfiglio avevano espresso parere negativo su un eventuale rientro dalla porta laterale.

Per ora resta una possibilità raccontata da Zampolli, non una decisione. E forse proprio qui sta il peso della vicenda: l’Italia non è dentro, ma non sembra più del tutto fuori.

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