Il futuro dell’ex Sanatorio “Guido Banti” di Pratolino torna al centro del dibattito pubblico grazie all’iniziativa promossa da Idra e ospitata sabato 9 maggio nella Sala Rossa del Parco Mediceo di Villa Demidoff. L’incontro, patrocinato dal Comune di Vaglia e dalla Città Metropolitana di Firenze, nasce con l’obiettivo di riaccendere l’attenzione su uno dei complessi sanitari più significativi del Novecento toscano, oggi in stato di abbandono nonostante il suo rilevante valore storico, paesaggistico e culturale.
Conosciuto per decenni come “l’ospedale dell’aria bona”, il Sanatorio Guido Banti venne costruito negli anni Trenta per la cura delle malattie polmonari, sfruttando le caratteristiche ambientali e climatiche dell’area di Pratolino. Dopo oltre cinquant’anni di attività sanitaria, la struttura è stata progressivamente dismessa fino a rimanere inutilizzata. Anche i ripetuti tentativi di alienazione da parte dell’Azienda sanitaria proprietaria non hanno prodotto risultati concreti, nonostante una base d’asta considerata particolarmente contenuta rispetto all’estensione dell’immobile e del bosco circostante.
L’edificio, immerso in oltre cinque ettari di verde e confinante con il Parco Territoriale di Monte Morello, rappresenta un esempio emblematico di architettura sanitaria del secolo scorso. Il complesso è inoltre sottoposto a tutela storico-artistica, come ricordato nella relazione firmata dallo storico dell’arte Antonio Paolucci, che ne sottolineava il rapporto diretto con il paesaggio e con la funzione terapeutica originaria. Balconi, grandi finestre e verande elioterapiche testimoniano infatti una concezione della cura strettamente legata alla natura e alla qualità ambientale.
Al valore architettonico si aggiunge quello storico e simbolico legato alla famiglia Demidoff, protagonista della donazione dell’area e dell’acquedotto mediceo che attraversa il territorio. Lo stesso contesto paesaggistico comprende il vicino Parco Mediceo di Pratolino, riconosciuto patrimonio mondiale UNESCO dal 2013.
Durante il convegno interverranno esperti di discipline diverse, tra cui architetti, storici, ecologi, geografi e operatori sanitari, con l’obiettivo di elaborare possibili scenari di recupero e valorizzazione del complesso. Particolare attenzione sarà dedicata al coinvolgimento della cittadinanza, ritenuto essenziale per costruire una prospettiva condivisa sul futuro dell’ex sanatorio.
L’iniziativa intende così trasformare il dibattito sul “Banti” in un’occasione di riflessione più ampia sul rapporto tra sanità, ambiente, memoria storica e riuso del patrimonio pubblico, nella convinzione che il recupero della struttura possa rappresentare una risorsa per l’intero territorio fiorentino.












