A Pontassieve una pelletteria per dare una nuova vita ad ex prostitute vittime della Tratta

Attualità
visibility3059 - giovedì 06 febbraio 2020
di Martina Stratini
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Laboratorio di pelletteria Another Skin - Pontassieve
Laboratorio di pelletteria Another Skin - Pontassieve © Another Skin - via Facebook

"Another skin, come la pelle che sei costretta a rivestire
Another skin, come i nostri pellami a cui è data una nuova vita
Another Skin come la nuova Vita data alle nostre Ragazze
Another Skin come la nostra pelle.

Sono queste le parole con qui Another Skin sul proprio sito online ha deciso di presentarsi. Ed è proprio la parola anglosassone "Skin", letteralmente pelle, al centro di questo nuovo rivoluzionario laboratorio che verrà inaugurato a Pontassieve domani (venerdì 7 febbraio 2020). Un laboratorio di pelletteria per dare "Un'altra pelle" ed una nuova vita alle ragazze vittime della tratta e della prostituzione facenti parte della Casa famiglia "Comunità Papa Giovanni XXIII".

A sostenere le attività della casa famiglia anche una raccolta fondi online avviata all'inizio della scorsa estate grazie al progetto "Un’altra strada è possibile" della Fondazione Il Cuore si scioglie. L'Associazione Comunità Giovanni Paolo XXIII, a Firenze, da oltre due anni, con l’unità di strada si mobilita per aiutare le ragazze vittime della tratta e dello sfruttamento della prostituzione a farsi una nuova vita. L’unità di strada durante i suoi giri notturni contatta le ragazze e consegna loro un numero di telefono che potranno chiamare in qualsiasi momento di difficoltà o se decidessero di scappare dalla strada. Per coloro che riescono a scappare dai propri aguzzini, l’Associazione prevede un periodo in un casa famiglia e le giovani intraprendono un percorso che le aiuterà ad integrarsi, ad essere autonome e ad imparare una professione, grazie al nuovo laboratorio di pelletteria Another Skin che avrà luogo proprio a Pontassieve in Via Aretina 36 A/B a partire da domani. Ideatori del progetto Alessandro Fiesoli e la moglie Claudia Mascherini, membri della Comunità Papa Giovanni XXIII.

"Realizziamo manufatti in pelle - si legge sul sito del laboratorio - utilizzando materie prime di ottima qualità. I pellami ci vengono donati da noti marchi nel settore della moda e del lusso, oppure prendiamo pellami (tagli piccoli non utilizzabili per produzioni industriali) che diversamente verrebbero buttati e gli diamo loro nuova forma e nuova vita: in un mondo che getta gli scarti noi abbiamo deciso di fare di questi la nostra forza. L'utilizzo di collanti a base acquosa rende la nostra produzione pulita. I nostri prodotti vengono confezionati interamente a mano e realizzati da ragazze che non avevano alcun tipo di esperienza, ma che grazie al lavoro, alla formazione, al costante impegno e alla dedizione stanno imparando un nuovo mestiere. La direzione dei lavori è affidata a persone esperte nel settore, ora in pensione, che prestano la loro opera in modo volontario e hanno deciso di tramandare quest’arte, tipicamente fiorentina, alle nostre giovani ragazze."

"Le nostre borse - continua - sono tutte pezzi unici, assolutamente resistenti e di qualità. Il tempo e la fiducia che ci verrà accordata dai nostri clienti ci permetterà di migliorare in modo continuo i nostri prodotti, che sono per noi già motivo di orgoglio, perché dimostrano le capacità, le qualità e le potenzialità di queste nostre ragazze che, da scarto, stanno diventando nuove protagoniste della loro vita. Possiamo produrre borse su disegno del cliente e per tutti i nostri modelli è possibile scegliere colori o pellami pregiati."

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I commenti degli utenti
  • Marinella Rossi ha scritto il 07 febbraio 2020 alle 21:04 :

    Bellissima iniziativa...... Auguriiiiiii 👍😍 Rispondi a Marinella Rossi