La bambina e il soldato. Aldo Giovannini: 'L'ho identificata. Ecco chi potrebbe essere'

I risultati delle ricerche condotte dallo storico locale Aldo Giovannini. E una ipotesi affascinante

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visibility1183 - sabato 10 aprile 2021
di Aldo Giovannini
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L’iconografia inviata da Londra con i soldati scozzesi che posano con una donna e due bambine.
L’iconografia inviata da Londra con i soldati scozzesi che posano con una donna e due bambine. © N.c.

I ricordi e gli episodi avvenuti durante la seconda guerra mondiale (1940/1945), ritornati nel tempo alla luce, hanno sempre appassionato i lettori, non solo della nostra testata, ma anche di altre, compresi quotidiani regionali e nazionali. La pubblicazione di una lettera (1 marzo 2021), giunta dall’Inghilterra con tanto di immagine (clicca qui), di una giovane signora fiorentina Neda Tootonchi, che ha lanciato da Londra un appello, nel tentativo di ritrovare una bambina che nel 1944 il soldato Harry Rodney dei Royal Scotts (nonno di suo marito,  morto a 94 anni, che era di stanza con il suo reparto a Borgo San Lorenzo) ritrovò sola e impaurita riportandola poi alla sua casa ed immortalando il tutto (con altri commilitoni, la mamma della bambina e la sua sorellina).

In quel lontanissimo 1944 un reparto inglese si stabilì nello spazio, all’epoca chiuso da un muro, di via Francesco Pecori Giraldi (qui tra l'altro una ragazzina locale, Loretta Labardi si bruciò gravemente le gambe e le braccia, avvicinandosi ad un bidone di benzina che stava bruciando). Per il caso della foto 'misteriosa' abbiamo invece studiato e visionato a lungo l’immagine stampata sui giornali e sui social, di quei tre soldati scozzesi con la mamma e  due bambine, una delle quali evidentemente  trovata dal soldato, primo a sinistra, Harry Rodney.

Guarda e riguarda, studia e ristudia, abbiamo avuto una percezione, andando a trovare un caro amico Paolo Innocenti detto “Santi” (nostra stessa età) per tanti anni titolare dell’antico  panificio sotto la Torre dell’Orologio, il quale una volta visionata l’immagine con una particolare lente, ha riconosciuto, anche se con qualche titubanza iniziale, la sua suocera Bruna Ignesti Crescioli, sua moglie Gabbriella, una delle bambine, con la sorellina Luisa.

Prima di portare a conoscenza questo riconoscimento, il caro Paolo ha visionato le foto di famiglia insieme alle figlie Anna, Stefania e Alessandra. Anche in questo caso hanno confermato. Riconoscendo la nonna Bruna, la mamma Gabbriella e la zia Luisa, purtroppo scomparse in ordine di tempo, la prima nel 1996, la seconda nel 2006 e la terza nel 2010. Poi, con il pieno accordo dell’amico Paolo, siamo andati a trovare un altro ottantenne borghigiano che è nato nello stesso edificio di via Mazzini (Malacoda) dove abitava la famiglia Crescioli.

Quando ha visionato le foto non ha avuto dubbi, quasi gridando che questa è la Bruna e le bambine, la più grande Gabbriella e la piccola Luisa. “Non ho dubbi, come Paolo, perché sono nato e vissuto insieme sullo stesso pianerottolo, per tanti anni…..”. Altro particolare molto importante per questo riconoscimento: Paolo ci ha fatto visionare (lo abbiamo fotografato e lo pubblichiamo a corredo) un quadro ad olio raffigurante un vaso di fiori. Sua suocera Bruna, la mamma della piccola, ha sempre raccontato che quel dipinto le era stato donato da un soldato scozzese durante la guerra, prima di ripartire per il fronte sulla linea Gotica. Quel soldato poteva essere Harry Rodney? Poteva quindi essere lui che trovò e riportò la bambina (Gabbriella o Luisa?) alla mamma Bruna.

Una ultimissima analisi; sullo sfondo dell’immagine inviata da Londra, si nota un edificio con grande ingresso e finestre in legno e vetro. In quel periodo, anni ’40 del ‘900, questa tipologia architettonica la si notava nella vecchia fabbrica di guanti e cappelli Stefanini “nenci” (via degli Argini, abbattuta nei primi anni ’90 del ‘’900 ) e in qualche capannone dell’ ex  Soterna.

Può darsi che l’immagine dei tre soldati e di Bruna Crescioli con le sue bambine, sia stata scattata in questi luoghi descritti. Con il beneplacito della famiglia pubblichiamo questo articolo. In chiusura ricordiamo che, anche se molto probabilmente questa parentesi storica è stata risolta, vista la sorpresa e la gioia dei familiari, un piccolo punto interrogativo comunque rimane; poiché la storia fa come l’olio nell’acqua, prima o poi torna sempre a galla a raccontarci altre storie ed altre verità (ma in questo caso tutti i tasselli sembrano essere andati al loro posto).

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