Fornello. La stazione rivive (anche senza i fondi del Fai)…

Lorenzo Bartolini

Fornello. La stazione rivive (anche senza i fondi del Fai)…

Fornello. La stazione rivive (anche senza i fondi del Fai)…
25/09/2017

Giovedì 28 settembre il treno fermerà nuovamente nella stazione di Fornello. Una notizia che, per chi conosce la storia del luogo, suona impossibile, visto lo stato di abbandono in cui verte l’ormai vecchia stazione del paese.

Ma se il treno fermerà veramente di nuovo a Fornello, lo farà in via eccezionale, grazie all’interesse della cooperativa di guide “Walden viaggi a piedi” che ha scelto la Faentina come percorso da seguire nella prossima escursione, la quale prevede fra le tappe anche quella di Fornello, dove i partecipanti saranno portati da un treno che da oltre mezzo secolo non ferma in quella stazione.

Ma andiamo per ordine e cerchiamo di capire l’importanza del luogo e delle attività che vengono promosse a riguardo.

Ogni giorno i treni seguono il tracciato dei binari lungo la linea Faentina, opera inaugurata nel 1893 il cui scopo era quello di collegare Firenze con Faenza, la Toscana all’Emilia Romagna. Un collegamento che nel ‘900 si dimostrò indispensabile alla crescita del territorio circostante e che ancora oggi mantiene la sua importanza logistica, nonostante da un punto di vista commerciale abbia sempre ricoperto un ruolo secondario rispetto alla “Porrettana” e la direttissima “Bologna-Firenze”.

Migliaia di persone hanno calpestato i vagoni del treno che corre lungo la Valle del Lamone e molti continuano a farlo ancora, godendo, oltre che del servizio statale, anche degli splendidi paesaggi che è possibile trovare lungo i binari. Ed è proprio grazie a viaggiatori dall’occhio attento che la Faentina negli ultimi anni ha maturato un’importanza storica e artistica. È possibile infatti trovare lungo la linea vecchie stazioni, ormai dismesse, i cui palazzi impalliditi e in parte in stato di degrado sono capaci di far riemergere storie di altri tempi e ricordi di molte vite che hanno abitato quei luoghi.

Una di queste ex stazioni si trova fra Ronta e Crespino, nelle campagne di Vicchio, ed è la stazione di Fornello, aperta nel 1893 e dismessa dopo il 1957. La fermata si trova nell’omonimo paese, isolato e difficilmente raggiungibile tramite altri mezzi, abitato in passato da coloro che si occupavano della ferrovia e dai lavoratori della miniera per la lavorazione della pietra che sorge poco fuori il “centro abitato”.

Oggi le poche anime che rendevano vivo quel luogo se ne sono andate, abbandonando al tempo e alle ortiche quelle strutture che ancora stanno erette in mezzo ai monti, come a ricordare un periodo ormai concluso, il cui ricordo però si mostra capace di emozionare. Molti sono i racconti e i ricordi che vengono narrati riguardo a Fornello, come ad esempio quelli di Maurizio Panconesi, che ci riporta agli anni di attività della stazione attraverso le testimonianze dell’ex macchinista Marcello Peranizzi il quale racconta la propria infanzia in quel luogo riempiendola di aneddoti e storie riguardo agli abitanti della zona. Fra i personaggi più suggestivi e romantici narrati spiccano sicuramente il Cecco e la Beppa i quali abitavano nella casa cantoniera all’imbocco della Galleria dell’Appenino, anche nota come “Galleria degli Allocchi”. La coppia, composta da un ex cantoniere FS e dalla moglie casalinga, fu l’unica a sopravvivere alla stazione stessa, attaccati al loro casello tanto che all’inizio degli anni ’60, quando ormai il paesino si era svuotato, rimasero gli unici abitanti del luogo.

La storia della stazione, i ricordi delle persone, la bellezza artistica della faentina in tutta la sua lunghezza e la vallata all’interno della quale sorge il vecchio paese hanno contribuito in questi ultimi anni a ravvivare l’interesse nei confronti di questo luogo. Molte sono infatti le iniziative promosse da organizzazioni di vario interesse per riportare all’attenzione del pubblico le strutture del posto e la storia che queste portano con sé. I “Cavalieri di Pietra”, comitato interessato all’importanza storica della miniera di Fornello, sono un esempio di come questo vecchio paesino, assieme alle vite ed alla quotidianità che racchiudeva, sia in grado di attirare visitatori di ogni tipo.
Altri comitati, ad esempio, sono nati in occasione del progetto “Luoghi del Cuore”, promosso dal “Fondo Ambiente Italiano” (FAI), volto a classificare i luoghi che sono stati importanti per la quotidianità di alcune zone e adesso vertono in stato di abbandono, nella speranza di poterne fermare il declino, ravvivando l’interesse delle persone e promuovendo opere di messa a nuovo (e proprio Fornello ha partecipato all’ultima edizione dell’iniziativa I luoghi del Cuore del Fai, clicca qui per gli articoli di OK!Mugello).

Negli ultimi anni sono state organizzati anche molti trekking nella zona, accessibile tramite una bella camminata a partire dalla località Gattaia, collegata al paese da più sentieri. Non si tratta di percorsi impegnativi o per esperti, e proprio la possibilità di essere intrapresi da chiunque ha permesso di avvicinare la storia del luogo ad un pubblico sempre più vasto. Molte sono le escursioni autorganizzate, ma alcune associazioni organizzano vere e proprie “visite turistiche” nel paese. Proprio questa grande affluenza ha portato anche a proporre di utilizzare le strutture rimaste in piedi, ovviamente dopo un’accurata ristrutturazione, come foresterie e/o punti ristoro per i camminatori, i quali potrebbero rendere vitalità al paese.
L’importanza escursionistica del luogo è sancita anche dalla presenza della scheda del paese Fornello all’interno del famoso sito di viaggi “tripadvisor”, a testimonianza del fatto che sempre più persone sono interessate a visitare questi luoghi.

In conclusione grazie a queste organizzazioni, formatesi negli anni, ed all’impegno anche dell’Unione montana dei comuni del Mugello, luoghi come la stazione di Fornello rientrano a far parte della cultura del nostro territorio, permettendo che il valore, non solo artistico, ma anche storico di questi posti non venga dimenticato, e corra nell’immaginario collettivo, proprio come quel treno che ogni giorno sfreccia d’innanzi alle strutture segnate dal tempo.

Lorenzo Bartolini


Nato a Firenze nel 1991. Laureato in Scienze Politiche (Comunicazione, media e giornalismo) ed attualmente studente magistrale in "Comunicazione pubblica e politica" alla Scuola Cesare Alfieri. Musicista ed aspirante scrittore, non esco mai senza un plettro ed una penna.

5 commenti

  1. Piero ha detto:

    Tra le altre notizie da (ri)scoprire su Fornello, c’è anche quella della fine che hanno fatto i pannelli fotovoltaici (tanti). che erano stati installati a lato della galleria a monte della stazione. C’è rimasto solo la struttura di sostegno.
    A qualcuno facevano comodo?

  2. Vico ha detto:

    L’ultima volta che scesi alla stazione di Fornello ,fu negli anni 50′, quando con l’amico e Maestro scalpellino Rimini ,scesi nel torrente a pesca di trote. Risalimmo il torrente fino a Brancabalardi,poi da qui risalimmo il crinale dell’appennino. Poi scendemmo nel fosso dei Laghi e così pescando tornammo a Crespino. Altri tempi e altre gambe !

    1. stazionedifornello ha detto:

      Ciao Vico se hai voglia di raccontarmi la memoria di quella giornata scrivimi:
      stazionedifornello@gmail.com

  3. Roberto ha detto:

    SEI SICURO CHE IL TRENO FERMA A FORNELLO IL 28/9.E A CHE ORA PARTE DA FIRENZE .NESSUNO SA NULLA.CIAO GRAZIE

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