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Tensione sugli spalti, salta la partita di campionato: situazione complicata, interviene la polizia

Scontri allo stadio tra tifosi e poliziaScontri allo stadio tra tifosi e polizia - Okmugello.it

Il 15 marzo scorso è stata una giornata da dimenticare per il calcio italiano con due partite che sono state messe in discussione a causa della tensione sugli spalti e delle difficoltà nell’assicurare l’ordine pubblico. Il primo episodio di violenza è avvenuto durante la partita tra il Giancarlo Vindice Calcio e il Terzigno, che si stava disputando allo stadio di Casalnuovo di Napoli. La partita ha preso il via con quasi un’ora di ritardo a causa di problemi causati da alcuni sostenitori, riporta ‘Tuttocampo.it’, che volevano impedire l’inizio della partita. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha consentito la disputa dell’incontro.

Questo ritardo, però, ha causato problemi anche per il successivo match in programma sempre nello stesso impianto tra Casalnuovo e Millenium. A causa delle tensioni create dal precedente scontro, la gara non si giocata ed è stata rimandata a data da destinarsi. Nonostante la volontà delle squadre di giocare regolarmente, essendo già presenti allo stadio, il campo risultava occupato alle 15.30, ora di inizio della seconda gara. Dopo aver atteso il tempo previsto, gli ospiti hanno lasciato l’impianto senza disputare la gara. Questo rinvio, purtroppo, è stato solo l’ennesima testimonianza di come fattori esterni al calcio giocato possano condizionare la regolarità del campionato.

L’importanza di interventi concreti sulla sicurezza negli stadi

È ormai evidente che la gestione della sicurezza negli stadi non basta più a fronteggiare il crescente malcontento che sfocia in violenza, anche solo verbale. Le forze dell’ordine, purtroppo, non sono riuscite a prevenire questi episodi e la domanda che aleggia è sempre la stessa: cosa si farà per garantire che il calcio torni ad essere un luogo sicuro per tutti, giocatori e tifosi? Le misure di sicurezza devono essere rafforzate e, soprattutto, è necessario un intervento che non si limiti solo alla repressione, ma che affronti le cause alla radice di questa spirale di violenza.

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