Prima di entrare, onestamente non ero molto convinto, quello che avevo letto, dei Playback sulle canzoni di Mina mi avevano portato a pensare che fosse più uno show da Drag-Queen e niente di più. Invece mi sono travato davanti ad uno spettacolo bellissimo, pieno di umanità. Passione, sogni ed anche qualche brano dell’ultimo concerto di Mina nel 1978.
Al Teatro Giotto di Borgo abbiamo visto in scena Tindaro Granata in “Vorrei una voce” Ispirato dall’incontro con le detenute-attrici del teatro Piccolo Shakespeare all’interno della Casa Circondariale di Messina e tutti i dubbi su questo spettacolo sono svaniti immediatamente.
Nel racconto ci sono molte delle donne del carcere, c’è Assunta, Jessica che racconta del marito tatuatore che aveva “Tatuato” anche tutte le sue amiche, Sonia, Vanessa sposata a 13 anni pur di venir via da casa dove anche il padre si era reso conto che era sviluppata, e Rita in una girandola di emozioni di donne segnate da un destino quasi scontato essendo tutte: mogli di, sorelle di, figlie di qualcuno legato alla delinquenza,
A supportare i racconti delle carcerate la bellissima voce di Mina (che tra l’altro proprio ieri compiva gli anni) con “Io vivrò senza te”” Caruso” “E poi” “Ancora ancora ancora” “L’importante è finire” e naturalmente “La voce del silenzio” per dei Playback serviti esclusivamente per tirar fuori le emozioni, la rabbia, i dispiaceri di non poter vedere crescere i loro figli.
Granata è eccezionale, mentre passa da un dialetto all’altro, da una “Voce” all’altra caratterizzando alla perfezione ogni sua “Allieva” anche quando le donne parlano tra di loro, passando dai riflettori di diversi colori.
Lo spettacolo è bello, anzi bellissimo ed il pubblico che aveva riempito il Giotto applaude, ride e si commuove ai racconti di una luna di miele in Uruguay e all’arrivo, poi, di tutti i parenti del marito, oppure quando interpreta “Il curatore” che cerca di salvare la vergine che però ha dei figli.
Tra rifiuti, perplessità e voglie di indossare un tacco 12 le detenute hanno lavorato con Tindaro Granata ed anche quando lo show non poté debuttare per colpa del covid ne fu spedita una videoripresa a Massimiliano Pani che invitò Granata a Lugano, ed il racconto di ferma all’apertura del cancello di Mina mentre Tindaro entra, perché quello è il suo sogno e se lo tiene per sé, perché anche lui sogna convinto che “perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé.”
Ieri sera ha fatto sognare anche tutto il pubblico di Borgo San Lorenzo che l’ha salutato con un boato di applausi, richiamandolo più volte in scena, nonostante lo spettacolo fosse finito, e si sa “L’importante è finire” in questo caso “Finire” con un teatro esaurito ed un pubblico che ti vuole ringraziare, per l’emozione. la passione il sogno e per aver trovato nelle detenute ed in te quella “Voce” che vorresti nel titolo della canzone di Paolo Limiti, Mogol ed Elio Isola, che ha ispirato questo spettacolo straordinario che rimarrà nella memoria di tutti.
Massimiliano Miniati












