C’è un modo per misurare il successo di un festival che va oltre il numero degli eventi e delle presenze: è accorgersi, alla fine del weekend, che un paese ha ricominciato a respirare normalmente. È questa forse l’immagine più autentica di Storie in Cammino 2026, il festival organizzato dall’associazione culturale Qualcunoconcuicorrere, che ha trasformato per tre giorni Firenzuola in un grande laboratorio dedicato alla letteratura per ragazzi.
Trenta eventi, quasi tutti sold out nonostante il caldo intenso, gruppi di lettura arrivati da tutta Italia, autrici e autori, laboratori, camminate, teatro, musica e occasioni di incontro hanno fatto del borgo dell’Appennino tosco-emiliano un punto di riferimento nazionale per i giovani lettori. Un successo che non si misura soltanto nei numeri, ma nella capacità di costruire una comunità intorno ai libri e di far dialogare storie, persone e territorio.
Tra gli ospiti più attesi dell’edizione 2026 ci sono stati la scrittrice tedesca Cornelia Funke e l’autore irlandese Brian Conaghan, accanto a una lunga schiera di protagonisti della letteratura per ragazzi. Particolarmente significativo il debutto del monologo teatrale di Pierdomenico Baccalario, tratto da 72 minuti alla fine del mondo, e la presentazione di La mia vita dopo Juno Sparks di Manlio Castagna, realizzata sulla collina degli Orzali citata nel romanzo: un incontro concreto tra la pagina scritta e il paesaggio che l’ha ispirata.
Non sono mancati gioco e avventura, dalla battle di battute dei fratelli Taddia al geocaching con Daniele Nicastro, passando per i cammini narrativi con Giuseppe Festa, il reading notturno di Teresa Porcella e l’incontro tra Marco Magnone e Arianna Di Pietro, realizzato con SDIMM e Un monte di libri.
Novità assoluta di questa edizione è stata inoltre la prima residenza d’artista del festival, affidata a Ericavale Morello. Ispirandosi a Mark Rothko, l’artista ha coinvolto i ragazzi nella creazione di copertine ispirate ai libri del festival e ha lasciato un’opera permanente sul territorio, realizzata su una lastra di pietra incisa da Casone Litotech Design. Un intervento pensato per invitare abitanti e visitatori a guardare Firenzuola con occhi nuovi.
Ma dietro questo grande racconto collettivo ci sono soprattutto le persone. Le magliette rosse di Qualcunoconcuicorrere sono state il motore silenzioso della manifestazione: intervistatori, accompagnatori, autisti, fonici, fotografi, tecnici, montatori, problem solver e perfino instancabili cercatori di sedie quando un incontro si trasformava all’improvviso in un evento affollatissimo. A loro si è affiancato un gruppo di adulti – Serena, Lapo, Enzo, Gaia, Filippo, Sara, Silvia, Marco, Caterina e Aurora – che ha contribuito a far funzionare ogni ingranaggio.
Il festival è stato possibile grazie alla collaborazione dell’intera comunità: Comune e istituzioni, scuola, Pro Loco, associazioni, volontari, attività commerciali, sponsor privati, editori e tutte le realtà che hanno messo a disposizione spazi, pasti, ospitalità e competenze. Un sostegno corale che racconta quanto Storie in Cammino sia ormai parte integrante della vita di Firenzuola.
Dai pasti preparati dalle associazioni locali all’accoglienza dei gruppi di lettura, dai trasferimenti degli autori all’allestimento degli spazi, fino all’ospitalità notturna e al supporto tecnico, ogni contributo ha costruito un tassello dell’iniziativa.
E così, quando le ultime magliette rosse hanno lasciato Firenzuola e le sedie sono tornate al loro posto, è rimasta la cosa più importante: un paese attraversato dalle storie, abitato per tre giorni da ragazze e ragazzi che leggono e che hanno scelto questo luogo come il loro “posto del cuore”.
È da qui che riparte Storie in Cammino: dai libri, dalle persone e da un territorio che, ogni anno, per qualche giorno torna a camminare insieme.










