Domiciliari nella tenuta di Casole (Vicchio) per un professionista Fiorentino (Gennaro di Stasi, 46 anni) accusato di essere un vero e proprio specialista della truffa. La misura cautelare è stata disposta dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze, Dott. Angelo Antonio Pezzuti, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Firenze, Dott. Paolo Barlucchi, che ha coordinato le indagini. Contestualmente, i finanzieri fiorentini hanno proceduto al sequestro preventivo dei beni immobili e mobili, per un valore di oltre 570.000 Euro. I reati contestati al fiorentino sono evasione fiscale, emissione di fatture false, riciclaggio e truffa i principali reati contestati. Le Fiamme Gialle hanno individuato redditi per oltre 1.900.000 euro non dichiarati dal consulente indagato e dalle sue società, tra il 2006 e il 2009. Evase imposte dirette per oltre 670.000 euro ed I.V.A. per più di 400mila euro. Le indagini dei finanzieri si sono sviluppate tra il 2010 e il 2012 su tutto il territorio nazionale, attraverso molteplici perquisizioni e sequestri di documentazione e materiale informatico. Accertamenti bancari, intercettazioni telefoniche e l’acquisizione di testimonianze di oltre 100 soggetti, hanno permesso di ricostruire le attività professionali dell’abile consulente finanziario, svolte per diversi anni in totale evasione fiscale, anche attraverso molteplici società (italiane ed “esterovestite”). Le diverse attività criminose del professionista di origini calabresi sono state infatti perpetrate attraverso la costituzione di 67 società londinesi, solo cartolarmente costituite nella capitale britannica ma di fatto operanti in Italia, create “ad hoc” al fine di consentire a suoi clienti (ed a se stesso) l’elusione della normativa fiscale nazionale, con conseguenti vantaggi economici. Il “modus operandi” consisteva nella predisposizione di illecite pianificazioni fiscali finalizzate alla sottrazione di redditi soggetti a tassazione in Italia ed al riciclaggio di denaro, anche avvalendosi di conti bancari ubicati in Svizzera, San Marino e nel Principato di Monaco. Nelle indagini è risultato coinvolto anche il fratello del professionista, prestatosi a compiere operazioni di riciclaggio, finalizzate ad ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa (evasione fiscale) di denaro utilizzato dallo stesso professionista per acquistare (per un reale valore di € 2.300.000 ed attraverso sue società) un imponente complesso immobiliare di interesse storico e artistico, la “Tenuta di Casole” ex residenza dei Conti Pecori-Giraldi, situata sulle colline fiorentine. Inoltre, è emerso che l’arrestato, tra le sue consulenze professionali, ha annoverato anche operazioni di natura truffaldina. In particolare, attestando false conoscenze presso la UBS di Lugano, ha truffato un investitore toscano, interessato alla vendita delle quote di sua proprietà di un fondo d’investimento panamense, facendo credere che vi fossero acquirenti interessati alla trattativa e percependo, così, un compenso pari ad euro 130mila. Nell’ambito della stessa indagine, sono stati deferiti alle Autorità Giudiziarie competenti 8 soggetti per associazione a delinquere finalizzata all’emissione di false fatturazioni (per un giro d’affari di oltre 10 milioni di euro), per riciclaggio, bancarotta fraudolenta ed altri reati tributari.
Società a Londra per truffare il Fisco












