L’assessore del Comune di Vaglia, Giovanni Cresci, ha annunciato la modifica della mappa di pericolosità da frana nell’area della scuola Manzi-Barellai di Pratolino. Sulla base delle analisi del Centro per la Protezione Civile dell’Università di Firenze e delle verifiche dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, la pericolosità è stata declassata, non risultando più “elevata” o “molto elevata” come stabilito nel triennio 2018-2020. Il provvedimento sblocca la possibilità di programmare futuri interventi di recupero sull’edificio, precedentemente preclusi dai vincoli del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI). Rimane invece in classe di massima pericolosità l’area della palestra, su cui sono ancora in corso indagini specifiche.
La novità ha tuttavia sollevato immediate reazioni da parte di diversi residenti e del comitato cittadino. Molti genitori e abitanti di Vaglia segnalano che il declassamento del rischio del terreno non equivale a una certificazione di sicurezza dell’edificio scolastico. I cittadini accusano l’amministrazione di mancanza di trasparenza, sottolineando che l’omissione dello stato reale della struttura rischia di alimentare la falsa percezione che la scuola sia agibile e sicura solo perché non ha subito crolli in passato. Pur accogliendo positivamente la prospettiva di poter accedere a nuovi canali di finanziamento prima inaccessibili, i residenti ribadiscono che l’edificio non rispetta gli standard sismici vigenti.
Sulla vicenda è intervenuto duramente anche l’ex sindaco di Vaglia, Leonardo Borchi, che ha sollevato forti dubbi sulla sostenibilità economica dell’operazione di recupero. Secondo Borchi, anche in caso di ottenimento dei fondi per la ristrutturazione del Barellai, qualsiasi intervento sulla vecchia struttura potrebbe elevare il coefficiente sismico al massimo a quota 0,6, un valore comunque inferiore al minimo di legge fissato a 0,8. L’ex primo cittadino sostiene che i costi di ristrutturazione supererebbero quelli necessari per edificare un nuovo polo scolastico, e accusa l’attuale giunta di aver rifiutato un finanziamento regionale di 2.750.000 euro pur di non trasferire la scuola fuori dalla frazione di Pratolino.






