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Se trovi una banconota da 50 euro sul parabrezza, preparati a scappare

Un biglietto da 50 euro lasciato sul parabrezza può sembrare un colpo di fortuna. Invece, soprattutto nei parcheggi, può diventare l’esca usata da alcuni truffatori per far scendere l’automobilista dall’auto e tentare un furto.

Lo hanno segnalato negli ultimi anni le autorità locali nelle campagne di prevenzione rivolte a chi viaggia. La scena è banale, proprio per questo insidiosa: il conducente torna alla macchina, accende il motore, nota la banconota sotto il tergicristallo e apre la portiera per prenderla. In quei pochi secondi può scattare la trappola.

Il meccanismo del trucco del biglietto sul parabrezza punta su una reazione quasi automatica: si vede del denaro, si pensa a una fortuna inattesa, si scende dall’auto. Il presunto biglietto da 50 euro, spesso falso o comunque usato solo come esca, viene infilato sotto il tergicristallo in modo che il conducente lo noti quando è già seduto al volante. A quel punto l’auto può avere il motore acceso, le chiavi inserite e la portiera aperta.

La situazione perfetta per chi aspetta a pochi metri, magari accanto a un’altra vettura o dietro una colonna del parcheggio. “Bastano pochi istanti”, avvertono le forze dell’ordine: mentre l’automobilista guarda la banconota, un complice può salire a bordo e scappare, oppure prendere una borsa, un telefono o un portafoglio lasciati sul sedile. In alcuni casi viene segnalato anche il rischio di una confrontazione fisica, se il proprietario dell’auto prova a reagire.

Parcheggi, aree di servizio e centri commerciali: dove il raggiro colpisce più spesso

Secondo gli avvisi diffusi in Francia e in Spagna, il raggiro viene segnalato soprattutto nei luoghi di passaggio: aree di servizio autostradali, grandi parcheggi di supermercati e centri commerciali. Sono posti dove chi guida tende a sentirsi più tranquillo, perché ci sono persone, luci, negozi aperti.

Banconota infilata sotto il tergicristallo vista dall’interno di un’auto parcheggiata in un parcheggio di area di servizio
Una banconota sotto il tergicristallo in un parcheggio: un’esca tipica delle truffe ai danni degli automobilisti in viaggio.

Proprio questa normalità, però, può far abbassare la guardia. Si scende “solo un attimo” per prendere quei soldi e la macchina resta esposta. Nel dipartimento francese dell’Haute-Garonne, la Police nationale ha lanciato una campagna dal titolo “Un ticket payé cher”, cioè un conto pagato caro, per richiamare l’attenzione dei residenti.

In Spagna, la polizia ha parlato della cosiddetta truffa dei 50 euro, con casi segnalati nei parcheggi dei centri commerciali. Non sempre l’obiettivo è rubare l’auto: spesso i ladri puntano agli oggetti lasciati nell’abitacolo. Una borsa sul sedile del passeggero, per esempio. O il cellulare nel vano centrale.

Le raccomandazioni di polizia francese e spagnola per evitare il furto

Il consiglio delle autorità è semplice: se si nota un biglietto sotto il tergicristallo, meglio non scendere d’istinto. Prima bisogna guardarsi attorno, controllare se ci sono persone ferme vicino all’auto o movimenti strani. Se qualcosa non convince, la raccomandazione è chiamare la polizia oppure spostarsi verso un punto più frequentato, senza esporsi.

Se invece ci si accorge della banconota dopo aver già acceso il motore, le forze dell’ordine invitano a non aprire la portiera. Meglio partire con calma e fermarsi qualche centinaio di metri più avanti, in un posto sicuro, per capire cosa ci sia davvero sul parabrezza. Potrebbe essere un falso. Se il denaro fosse autentico, lo si potrà recuperare senza correre rischi.

La regola resta sempre la stessa: chiudere l’auto, togliere le chiavi, non lasciare oggetti in vista. Piccole abitudini, ma nei luoghi di transito possono fare la differenza.

Allarmi reali e leggende urbane: cosa sappiamo dei casi segnalati in Europa

Sul trucco del biglietto da 50 euro serve comunque prudenza. Nei Paesi Bassi, come hanno ricostruito nel 2017 i fact-checker di Nieuwscheckers, avvisi simili circolavano già dal 2004, spesso sotto forma di catene e messaggi condivisi online. In quel caso, le autorità olandesi non risultavano aver registrato episodi confermati e ricorrenti legati proprio a questa tecnica.

La stessa polizia aveva osservato che molti furti d’auto avvengono per occasione, più che con piani così studiati. Questo però non significa che l’allarme sia infondato ovunque. In Francia e Spagna, infatti, le forze dell’ordine hanno trattato la vicenda come un rischio concreto, inserendola nelle campagne contro le truffe ai danni degli automobilisti.

Per chi viaggia in Europa, soprattutto durante le vacanze o lungo le tratte autostradali, il messaggio è pratico: fare attenzione ai dettagli fuori posto. Il biglietto sul parabrezza è solo una delle possibili esche, insieme al finto guasto, alla falsa ruota bucata o ai sedicenti agenti che chiedono documenti e denaro. Fermarsi, guardarsi intorno e non agire di fretta resta la difesa migliore.

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