Il recente rinnovo contrattuale per il triennio 2022-2024 introduce importanti novità economiche per circa 7.900 figure di vertice del sistema formativo e scientifico. Il provvedimento interessa nello specifico i dirigenti scolastici e i responsabili delle università e degli enti di ricerca, riconoscendo loro un significativo adeguamento degli stipendi.
Per quanto riguarda l’impatto mensile, i dirigenti della scuola vedranno un incremento medio di 500 euro lordi per tredici mensilità, mentre per i colleghi del settore universitario e della ricerca l’aumento sarà di circa 503 euro.
Introdotto anche un bonus una tantum
Oltre a questa rivalutazione, l’accordo stabilisce il recupero delle somme arretrate maturate a partire dal primo gennaio 2024. Questa voce si traduce in un riconoscimento una tantum che oscilla tra i 5.800 euro medi per l’area scolastica e i circa 6.000 euro per il comparto accademico.
L’obiettivo principale dell’intervento è quello di valorizzare la responsabilità di chi si occupa della gestione delle istituzioni educative, offrendo risposte economiche concrete e riallineando le scadenze contrattuali.

Nonostante il via libera ufficiale sia stato finalizzato per accelerare i tempi, la liquidazione effettiva delle somme e degli arretrati arriverà nelle buste paga solo nei prossimi mesi, dopo il completamento dei passaggi amministrativi di rito. Da parte delle istituzioni è stata comunque espressa la volontà di avviare quanto prima i tavoli di trattativa per il triennio successivo, così da evitare nuovi blocchi e dare continuità al personale.












