Borgo San Lorenzo

San Francesco e Borgo San Lorenzo – 800 anni dalla sua dipartita (1226 – 2026)

Ma anche i grandi storici mugellani concordano nello scrivere, ognuno nel suo secolo, della presenza di Francesco al Borgo...

Proprio nei giorni in cui sono iniziate le manifestazioni, gli eventi, i pellegrinaggi, le conferenze e i convegni in onore di San Francesco, in occasione dell’800° anniversario della morte (1226-2026), vien spontaneo domandarci se realmente Francesco, che nel tempo doveva divenire “il più Santo degli Italiani” e “il più italiano dei Santi”, giungesse a Borgo San Lorenzo per predicare, per parlare al popolo, infiammato com’era nel riportare pace e concordia fra le genti in lotta e in discordia.

Nel 1212 circa, nel Borgo, non ancora castello ma già importante centro della vallata mugellana e tenuto in considerazione dalla Repubblica Fiorentina, la lotta fra il potere civile e quello religioso si era fatta aspra e il popolino borghigiano, pur di mantenere la sua libertà, non esitò a schierarsi contro il Vescovo fiorentino.

Ed ecco che la storia – o la leggenda – ci racconta che Francesco giungesse al Borgo in prima mattina, scalzo, smunto, affaticato; ma quel piccolo uomo, che nel tempo doveva divenire un “gigante”, riuscì con la sua semplicità a riappacificare gli animi, riportando la serenità fra quel popolino bizzoso e ignorante, ma assetato di libertà, e le superiori gerarchie ecclesiastiche.

In quegli anni, ecco la potente famiglia degli Ubaldini (il ramo degli Ubaldini da Falcucci, da Ripa e da Rabatta) innalzare e fondare il convento e la gotica chiesa francescana al limitar dell’agglomerato di Borgo San Lorenzo; l’antichissimo convento del Bosco ai Frati, nella comunità di San Piero a Sieve, divenne una fucina francescana e, nel tempo, sulla vaga collinetta di San Carlo, sotto il Vicariato di Scarperia e la Potesteria di Borgo San Lorenzo, si innalzò un convento dove la regola francescana dei Cappuccini Minori riempiva il cielo, l’aria e la terra.

Ovviamente piccole cappelle ed oratori di ville gentilizie (vedi fra le tante Villa Aldobrandini ai Cini dopo Faltona o Villa Marucelli a Viterete dopo Olmi) nacquero nel nome di San Francesco. Tanti da perderne il conto.

Ma anche i grandi storici mugellani concordano nello scrivere, ognuno nel suo secolo, della presenza di Francesco al Borgo: Padre Ugo della Cavallina, il Wandingo, Robert Davidhson, grande biografo di Giotto, gli scrittori di cose mugellane per antonomasia come il Brocchi nel ’700, il Chini nell’800 e il Niccolai nel ’900, senza dimenticare il Donzelli e il Fontani, autore quest’ultimo di una certosina ricerca di Francesco nel Mugello, che noi, ahimé, abbiamo perso.

Infine, e non per ultimo, la splendida relazione storica sulla venuta di San Francesco a Borgo dello storico Prof. Mario Chini (cugino del grande pittore, ceramista e scenografo Galileo Chini), pubblicata sul Messaggero del Mugello il 15 novembre 1925.

Poi, nella prima metà del ’600, il Podestà di Borgo San Lorenzo, Valeriano della nobil famiglia de’ Giovannelli, nel ricordo del 400° anniversario (1626) della morte del Santo di Assisi, fece erigere in basso a destra del Palazzo Podestarile una edicola (tabernacolo) in suo onore, mentre al convento francescano di Borgo si venerava un pulpito ligneo, purtroppo rubato circa 30 anni or sono (fortunatamente abbiamo una immagine fotografica d’epoca), dove la storia dice che Francesco predicò attorniato da tanti confratelli.

Certo, nessuno potrà mettere le mani sul fuoco circa la presenza fisica di Francesco di Bernardone al Borgo, ma tante cose concordano, nessuno è discordante; troppe cose parlano di lui e migliaia sono stati i mugellani che, nel corso dei secoli, cingendosi con il saio del Terz’Ordine Francescano (T.O.F.), hanno percorso la sua strada, inebriandosi della sua semplicità e umiltà.

Leggendo la storia del secolo appena passato, quante ideologie massimaliste sono nate e miseramente fallite. L’insegnamento di Francesco è ancora giovane, fresco, vivo, poiché, come soleva sempre dire, “le cose semplici sono le più belle”.

Beati i mugellani che nel 1216 lo hanno visto passare.

San Francesco

In questa significativa immagine d’epoca della facciata del Palazzo del Podestà, si può notare in basso a destra il tabernacolo ad edicola dedicata a San Francesco, fatta edificare nel ‘600 dal Podestà Valeriano Giovannelli. Dopo qualche mese dallo scatto di questa immagine iniziarono il lavori pe il restauro della facciata dopo il terremoto del 1919. Sotto l’immagine si notano a sinistra le firme degli ingegneri Raffaello Niccoli e Augusti Lorini e a destra la firma di Dino Chini, assistente alle decorazioni, agli ornati e alle riquadrature.

San francesco

Un magnifico antichissimo affresco inedito di San Francesco, attribuito a Pietro Nelli da Rabatta (1295-1348), discepolo di Giotto. Si trova all’interno dell’abitazione della famiglia Negrotto-Cambiaso, attigua alla Chiesa di San Francesco a Borgo San Lorenzo.

(Foto e archivio A. Giovannini)

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