Borgo San Lorenzo

Ronta e la Banca che se ne va. Una lettera, e una proposta

Banca di Ronta. Interviene il Pd, mozione in Consiglio

Non una lettera qualsiasi, e un invito ai cittadini. Scrive infatti a OK!Mugello Alfredo Altieri (nativo di Ronta, scrittori e attento ricercatore della storia e le tradizioni toscane). Ecco le sue parole:

Gent.mo direttore L’annunciata chiusura dello sportello bancario a Ronta della Cassa di Risparmio di Firenze aperta in paese negli anni Trenta dello scorso secolo, lascia perplessi e amareggiati.

Perplessi perché qui, in questo piccolo ma importante presidio bancario del nostro Appennino, fanno capo diversi paesi che gravitano attorno a Ronta, mi riferisco a Razzuolo, Pulicciano, Panicaglia ecc. Perciò, come è facile capire la chiusura penalizzerebbe una cerchia di persone che vivono in questi luoghi e di piccole aziende che operano in vari settori dal turismo all’agricoltura, industrie di precisione meccanica, pelletterie ecc.

Amareggiati, perché è come se questi piccoli importanti centri appenninici siano costretti a rincorrere quasi quotidianamente chiusure o accorpamenti di strutture di grande rilevanza per la vita di una comunità. È di qualche anno fa, la ventilata chiusura della stazione dei Carabinieri di Ronta poi, fortunatamente, rientrata, anche la Posta sembrava fosse presa di mira, cosa che poi si è rivelata non vera. Ma vero è, che a torto o a ragione molti piccoli centri della pianura mugellana o degli Appennini devono fare i conti quotidianamente con problemi di spostamento (vedi pendolari), chiusure di presidi postali e bancari, accorpamenti scolastici e molto altro.

Per quel che riguarda la Cassa di Risparmio di Firenze già da qualche anno fusa con Intesa Sanpaolo Spa. Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa Risparmio in Bologna SpA, come era facile prevedere, si è perso quello che era il radicamento sul territorio toscano e questi sono gli effetti deprimenti e punitivi di chi deve subire le decisioni prese lontanissimo dalla realtà territoriale in cui abita.

Ma questo cozza anche su le ripetute enunciazioni della regione Toscana da parte degli assessorati competenti (vedi all’agricoltura) che a ogni piè sospinto affermano di quanto sia importante la difesa del territorio montano e il rafforzamento di questi presidi, incentivando la permanenza in loco con lavoro e sviluppo. Non sono molto ferrato su queste dinamiche, ma se si persegue con queste chiusure, mi sembra che si vada in direzione sbagliata.

E mi sia permesso uno sfogo, anche se banale. Invito tutti quelli che hanno il conto corrente alla Cassa di Risparmio di Ronta a valutare se non sia il caso di cambiare gestore Cordiali saluti. Alfredo Altieri

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