Dopo aver conquistato il pubblico televisivo con ruoli sempre più incisivi, Maria Vera Ratti torna al centro della scena con una nuova sfida su Rai 1.
Il progetto si intitola Roberta Valente – Notaio in Sorrento e segna un passaggio importante nella carriera dell’attrice, chiamata a interpretare un personaggio complesso, segnato da un passato difficile e da un forte bisogno di controllo. La serie, composta da otto episodi, è ambientata in una Sorrento luminosa e viva, che diventa parte integrante del racconto e non semplice sfondo.
Nel cuore della storia c’è una giovane notaia che torna nella sua città d’origine dopo aver costruito la propria carriera lontano. Non si tratta però di un racconto statico o tecnico: la narrazione intreccia pratiche notarili – successioni, compravendite, tutela dei minori – con relazioni personali, fragilità e scelte difficili.
È proprio questo aspetto ad aver colpito Maria Vera Ratti. Nell’intervista racconta di aver trovato in Roberta un personaggio “molto umano”, capace di inseguire i propri obiettivi con determinazione ma allo stesso tempo poco incline ad ascoltare se stessa e gli altri. Una rigidità che diventa quasi una corazza, costruita nel tempo per difendersi da un trauma infantile mai davvero superato.
Il risultato è una figura lontana dagli stereotipi: precisa, metodica, ma anche fragile. Una donna che controlla tutto, finché la realtà non la costringe a cambiare prospettiva.
Tra somiglianze e differenze
L’attrice non nasconde le distanze dal personaggio. Si definisce più elastica, meno rigida, quasi l’opposto rispetto a Roberta. Eppure, nel processo di interpretazione, qualcosa inevitabilmente passa.
Ratti racconta come ogni ruolo finisca per assorbire una parte di chi lo interpreta, soprattutto quando si lavora sull’empatia. È lì che nasce la connessione: nel tentativo di comprendere le paure, le scelte e le contraddizioni del personaggio.
Roberta, ad esempio, pianifica ogni dettaglio della propria vita, mentre l’attrice ammette di avere un approccio più spontaneo. Ma proprio questa distanza ha reso il lavoro ancora più interessante, trasformando il set in un luogo di sperimentazione continua.

Sorrento, più di uno sfondo(www.okmugello.it)
Uno degli elementi più forti della fiction è l’ambientazione. Sorrento non è solo una cartolina, ma diventa una presenza narrativa vera e propria.
I colori, i profumi e i luoghi influenzano il percorso della protagonista, accompagnandola in un ritorno che è insieme professionale e personale. Tornare significa fare i conti con il passato, con le relazioni lasciate in sospeso e con una memoria che non è mai davvero neutra.
La città diventa così il punto in cui tutto si intreccia: lavoro, sentimenti, identità. E proprio da qui nasce il conflitto centrale della storia, quello tra il bisogno di controllo e l’imprevedibilità della vita.
Una carriera costruita passo dopo passo
Per Maria Vera Ratti questo ruolo rappresenta anche una conferma. Dopo gli studi in ambito completamente diverso e un percorso iniziato quasi per caso, l’attrice è riuscita a ritagliarsi uno spazio sempre più riconoscibile nel panorama televisivo italiano.
La sua crescita è stata graduale, fatta di ruoli diversi e di esperienze che l’hanno portata fino a questa nuova prova da protagonista.
“Non pensavo di recitare”, ha raccontato, sottolineando come la sua strada sia cambiata in modo inatteso. Ed è forse proprio questa imprevedibilità a renderla credibile anche nei panni di Roberta: una donna che cerca ordine, ma che si trova costretta a convivere con il caos delle emozioni.
Alla fine, resta una sensazione precisa: dietro la storia di un notaio si nasconde qualcosa di più universale, quel momento in cui la vita sfugge ai piani e costringe a rimettere tutto in discussione.
Un ruolo lontano dagli stereotipi(www.okmugello.it) 










