La nuova variante al Piano Operativo Comunale di Borgo San Lorenzo è al centro del dibattito politico locale, con valutazioni critiche che evidenziano presunte incoerenze rispetto alle posizioni espresse negli anni precedenti dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Romagnoli. Il documento, attualmente in fase di consultazione pubblica, introduce alcune modifiche alla pianificazione urbanistica del territorio, riaprendo la discussione sul rapporto tra tutela ambientale, sviluppo economico e insediamenti produttivi.
Al centro dell’analisi vi è il tema del consumo di suolo e della gestione delle aree destinate alle attività economiche. Secondo le osservazioni critiche emerse, la variante non eliminerebbe completamente le previsioni di espansione nell’area dell’Ingresso Ovest, ma si limiterebbe a una loro riduzione, segnando un possibile cambio di approccio rispetto alle posizioni più restrittive espresse in passato sul tema della cementificazione e dell’espansione commerciale.
Un altro punto riguarda la strategia di mantenimento e attrazione delle imprese sul territorio comunale. Nel dibattito viene sottolineata la necessità di garantire spazi adeguati alle attività produttive per evitare fenomeni di delocalizzazione verso altri comuni del Mugello. In questo contesto, la variante viene letta come un tentativo di conciliare esigenze economiche e vincoli urbanistici, con l’obiettivo di preservare occupazione e gettito fiscale locale.
Viene inoltre richiamata l’importanza delle infrastrutture e della mobilità come fattori determinanti per la competitività del territorio. La capacità di un’area di attrarre investimenti, infatti, viene considerata strettamente legata alla qualità dei collegamenti stradali e ferroviari, alla funzionalità della viabilità e alla connessione con i principali poli produttivi e urbani della regione. In assenza di un sistema efficiente, anche le previsioni urbanistiche rischierebbero di non tradursi in sviluppo concreto.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’area di Rabatta, dove la variante prevede nuove possibilità di espansione produttiva su suolo non urbanizzato. Secondo i commenti critici, tale scelta sarebbe motivata dall’esigenza di evitare la perdita di imprese locali e di posti di lavoro, confermando la centralità della questione occupazionale nelle decisioni urbanistiche.
Un ulteriore nodo riguarda l’ex ospedale di Luco, edificio storico di rilevanza culturale per il territorio, per il quale la variante non definirebbe ancora una destinazione chiara e definitiva. La mancanza di una soluzione strutturata viene interpretata come una fase di incertezza nella gestione di un bene considerato strategico per la valorizzazione culturale e identitaria del comune.
Il dibattito sulla variante al POC rimane quindi aperto e destinato a proseguire nelle prossime settimane, in attesa della conclusione della fase di osservazioni da parte dei cittadini e della successiva approvazione definitiva. Al centro della discussione resta la scelta di modello di sviluppo per Borgo San Lorenzo, tra esigenze di tutela del territorio e necessità di garantire condizioni favorevoli alla crescita economica e occupazionale.






