Borgo San Lorenzo

Omoboni è nel PD: il dado è tratto. Cosa resta di Borgo Migliore?

Omoboni è nel PD: il dado è tratto. Cosa resta di Borgo Migliore?

Paolo Omoboni, ufficialmente, è entrato a far parte del partito Democratico. Come anticipato ieri (articolo qui), in una votazione tesa e, per certi versi, complicata, ieri sera il gruppo di Borgo Migliore ha dato il via libera: dei 22 partecipanti (su 29 totali), 13 hanno votato a favore, con 3 astenuti e 6 contrari. La scelta, da tempo ventilata, ma mai del tutto confermata, è stata motivata dal sindaco in un lungo documento, approvato alla fine dell’assemblea. Si legge: «Crediamo che sia giusto, utile e funzionale superare la positiva esperienza civica per provare a migrare il nostro bagaglio di idee, di persone e di capacità verso un approdo più strutturato quale quello del Partito Democratico». Cosa ne sarà, d’ora in poi, e con un Pd ben felice del cambiamento, dell’esperienza di Borgo Migliore (che fu accolta con entusiasmo dai cittadini alle elezioni del 2014) è difficile dirlo. Conclude il testo: «La nostra proposta è quindi quella di approdare all’interno del Partito Democratico come Borgo Migliore, pur nella logica del dialogo e dello stretto rapporto con chi vorrà comunque continuare a sostenere questo progetto dall’esterno nel rispetto del pluralismo delle storie personali, trasformando B.M. in un soggetto diverso e aperto al quale tutti possono fare riferimento per proseguire il cammino sin qui condiviso». Bisognerà vedere, nel «rispetto del pluralismo», quanto quello che resta di Borgo Migliore possa riuscire a reggersi in piedi autonomamente – rivendicando una sua specificità – tra decise spaccature interne e senza ormai l’apporto più importante: il sindaco di Borgo San Lorenzo. Il futuro della politica borghigiana, dunque, sembra poter riservare sorprese. O forse no.

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