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MotoGP Mugello, lo slogan “non si dorme” travalica i limiti della legalità ed esplode la polemica nel motosport

Appassionati e addetti ai lavori prendono le distanze da roghi di moto e motoseghe tra la folla. Sullo sfondo restano i disagi dei residenti per sosta selvaggia e isolamento.

Motogp vandali

La tre giorni del motomondiale sul circuito toscano si è conclusa lasciando una scia di discussioni sulla gestione dell’ordine pubblico. Se da un lato l’evento ha registrato il consueto successo sportivo, dall’altro sono emerse critiche dal settore delle due ruote verso i comportamenti di una parte del pubblico. Lo storico motto “Al Mugello non si dorme”, espressione del folklore e della passione, è diventato quest’anno il fulcro delle polemiche per una serie di eccessi notturni che hanno superato i binari della legalità e del rispetto civile.

Le problematiche sono state affrontate in un approfondimento video diffuso sui canali social della community di Misterhelmet, blogger indipendente nel mondo del motociclismo. Nel corso della trasmissione sono stati analizzati i filmati che documentano situazioni di intolleranza all’interno delle aree di campeggio dell’autodromo. Come illustrato nel filmato a disposizione, le immagini testimoniano individui intenti ad appiccare il fuoco a motoveicoli nel mezzo delle aree comuni e persone che circolavano tra la folla azionando motoseghe prive di catena e motori modificati al solo scopo di generare rumore gratuito.

Il comparto degli appassionati ha espresso fermo dissenso verso queste condotte vandaliche, evidenziando come l’accesso alla struttura abbia tollerato l’ingresso di attrezzature pericolose, a differenza di quanto avviene nei normali stadi o in altri impianti europei dove i controlli risultano rigidi. A fare da contorno a questa situazione si sommano le storiche critiche dei residenti che vivono a ridosso dell’autodromo, costretti a convivere con i disagi logistici legati all’isolamento per la chiusura delle strade, all’inquinamento acustico e al fenomeno delle auto che hanno invaso terreni e proprietà private. Da residenti e sportivi sale ora la richiesta agli organizzatori del MotoGP per un sistema di filtraggio e vigilanza più severo nelle prossime edizioni.

La trasmissione completa di Misterhelmet dove al minuto 26:30 si parla di quanto sopra:

Il video in questione…

il risultato finale…

Motogpmugellomotobruciata

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