L’associazione ambientalista che ha promosso l’iniziativa è infatti convinta che la tutela dell’ambiente non debba assolutamente limitarsi alla difesa delle risorse naturali: il territorio e il suo destino sono infatti legati indissolubilmente alla presenza dell’uomo.
Pertanto l’associazione nel corso di questa estate ha attuato e sta attuando una serie di iniziative politico-culturali che spaziano dall’arte e dalla poesia (una performance in omaggio all’artista peruviano Jorge Eduardo Eielson, che si è tenuta lo scorso 8 luglio), un dibattito/laboratorio con le forse sociali, economiche e culturali sulla qualità della vita a Firenzuola (lo scorso 14 luglio); ora questa mostra fotografica che evidenzia alcuni aspetti sorprendenti della gente della nostra vallata: il vigile urbano e il carabiniere, l’apicultore e lo spazzino baritono e poeta, ma anche esponenti del mondo islamico, dal raccoglitore di marroni rumeno, all’esportatore di kiwi in Cine e di albicocche in Canada.
Ad una selezione di 70 scatti, tratti dal volume pubblicato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola nel 2011, è affidato il compito di riportare l’immagine della Vallata del Santerno attraverso i volti dei suoi abitanti. Questa idea nasce dalla volontà di raccontare le storie delle persone, le tradizioni, i cambiamenti e gli sviluppi di una parte importante del territorio locale.
Nel corso di un anno i quattro fotografi del collettivo TerraProject sono scesi e risaliti più volte lungo la vallata. Sebbene il loro compito fosse quello di ritrarre persone, le sfumature stagionali non dovevano assolutamente essere trascurate: le luci e i colori, ma anche gli abbigliamenti, gli svaghi e i mestieri legati alla stagionalità dovevano essere spunti sostanziali di un racconto che voleva avere come principale protagonista l’abitante, ossia colui che ha intimità e consuetudine col luogo in cui vive.
TerraProject Photographers e’ un collettivo italiano di fotografia documentaria fondato nel 2006. I membri di TerraProject sono quattro: Michele Borzoni, Simone Donati, Pietro Paolini e Rocco Rorandelli. Tra i principali obiettivi del collettivo vi è la sperimentazione di nuove strutture narrative nell’ambito della fotografia documentaria, in particolare la realizzazione di lavori fotografici a più mani, dove autorialità dei singoli confluisce in un’unità stilistica ed una chiave di lettura comuni.
I loro lavori sono stati esposti a New York, Beijing, Berlino, ed in numerose città italiane. I membri del collettivo sono stati premiati con prestigiosi riconoscimenti internazionali tra cui il World PressPhoto (2010, 2012), il Premio Canon (2010) e l’Anthropographia Award for Human Rights (2011).
Per un’anteprima del lavoro esposto a Firenzuola clicca qui.












