A poco più di un anno dall’alluvione del marzo 2025, il Comune di Marradi ha presentato un ampio report dedicato agli interventi realizzati e alle criticità affrontate negli ultimi due anni, segnati da una lunga serie di eventi calamitosi che hanno colpito il territorio dell’Alto Mugello. L’incontro pubblico, ospitato nella sala Mokambo del Teatro degli Animosi, è stato occasione per fare il punto sui lavori effettuati e sulle prospettive future per la messa in sicurezza del territorio.
Nel corso della serata il sindaco Tommaso Triberti ha ripercorso le emergenze che dal 2023 al 2025 hanno interessato il comune: quattro alluvioni, un terremoto di magnitudo 4.9 e ulteriori episodi di maltempo che hanno aggravato situazioni già fragili. Un insieme di eventi che ha comportato lavori in somma urgenza per oltre 11 milioni di euro e una stima di quasi 50 milioni di euro necessari per la ricostruzione complessiva.
Particolarmente pesanti sono stati gli effetti delle alluvioni del maggio e settembre 2023, seguite dagli eventi del settembre 2024 e del marzo 2025. In quest’ultimo caso, gli interventi urgenti hanno richiesto investimenti per circa 6,7 milioni di euro, sostenuti anche attraverso mutui attivati direttamente dal Comune, mentre la ricostruzione viene stimata in ulteriori 18,8 milioni di euro. Cifre molto elevate per un ente locale che, prima delle emergenze, disponeva di un bilancio annuale in conto capitale compreso tra i 2 e i 2,5 milioni di euro.
Durante l’incontro sono stati illustrati anche alcuni degli interventi più complessi affrontati dall’amministrazione. La responsabile dell’Ufficio Tecnico ha ricordato il grave dissesto in via Francini, nel centro abitato, che ha comportato l’evacuazione di oltre cinquanta persone e lavori urgenti superiori al milione di euro. Tra le situazioni più delicate anche la frana di Campigno-Ravale, che ha interessato un’area di circa 6.400 metri quadrati con un forte dislivello e la formazione di un nuovo bacino idrografico, richiedendo interventi per oltre 1,3 milioni di euro.
Accanto alla gestione dell’emergenza, il Comune sta investendo anche sul monitoraggio e sulla prevenzione del rischio idrogeologico. Sono state infatti installate centraline, sensori e idrometri che permetteranno di raccogliere dati in tempo reale utili per la gestione delle allerte e per lo studio del territorio. Le informazioni raccolte saranno condivise anche con altri enti toscani ed emiliano-romagnoli.
Nel suo intervento il sindaco Triberti ha lanciato un appello alle istituzioni nazionali e regionali, sottolineando la difficoltà per i piccoli comuni montani di affrontare da soli emergenze di tale portata. Tra le richieste avanzate vi sono il riconoscimento di Marradi come “Zona franca urbana” e l’elaborazione di una normativa specifica per i territori di confine. Nel corso della serata rappresentanti istituzionali delle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna hanno assicurato l’impegno a proseguire un lavoro coordinato per sostenere il territorio e garantire risposte concrete alle comunità colpite.












