Marradi celebra la festa della Toscana con una giornata dedicata al suo Mulinone e all’archeologia industriale. Con una iniziativa dal titolo “Marradi 1861, personaggi illustri e sviluppo industriale”.
Sabato 27 novembre, infatti, sarà scoperta una lapide per testimoniare i primi lavori di restauro della struttura. Terminati pochi mesi fa e compiuti grazie ad un contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
I lavori di consolidamento hanno interessato il più importante esempio di archeologia industriale della zona: il grande mulino a cilindri sul fiume Lamone. L’intervento è iniziato nell’ottobre 2009; per eseguire i lavori sono stati ‘usati’ 230mila euro, resi disponibili da un finanziamento della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Un finanziamento che il Comune rischiava di perdere se non fosse intervenuto in modo tempestivo. A cui, comunque, l’amministrazione ha aggiunto di ‘tasca propria’ 153mila euro.
L’intervento è stato eseguito da una ditta specializzata; che ha lavorato anche tra le macerie dell’Aquila. E proprio un terremoto, quello del 14 settembre 2009, è stata una delle ragioni che hanno convinto gli amministratori marradesi ad agire; senza più aspettare.
La festa inizia con la giornata del 26 novembre, dedicata agli alunni delle scuole. Che prevede, dopo l’introduzione dell’assessore Giovanna Bandini, una lezione del professor Zeffiro Ciuffoletti su Marradi nel Risorgimento e Celestino Bianchi.
Sabato 27 novembre, come detto, si prosegue con lo scoprimento, alle 16 in via Lorenzo Fabbri, della targa a ricordo del primo intervento di ristrutturazione del Mulinone realizzato con il contributo del Monte dei Paschi di Siena; si continua alle 17 nel Teatro Degli Animosi con la conferenza sul tema: “Personaggi illustri e sviluppo industriale”. Interverranno il sindaco Paolo Bassetti, l’assessore ai Lavori pubblici Silva Gurioli, ma anche Cecilia Filippini (“Celestino Bianchi protagonista dell’unità d’Italia”), Paolo Scalini (“Il Mulinone: storia e restauro conservativo”) e Luciano Martelli (“La centrale idroelettrica: storia e prospettive future”).
Nata per ricordare una grande conquista di civiltà, l’abolizione della pena di morte avvenuta il 30 novembre del 1786 ad opera del Granduca Pietro Leopoldo, la Festa della Toscana rappresenta per i Comuni un’occasione per interrogarsi e discutere sul nucleo dei valori civili da preservare, trasmettere e promuovere.
Nella foto: una veduta del Mulinone (Foto OK!Mugello)












