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Ma la crema solare scade in un anno? Il dermatologo mette l’allerta su questi rischi

Molte persone, all’inizio dell’estate, riprendono la crema solare avanzata dall’anno precedente pensando che sia ancora perfettamente utilizzabile. In fondo il flacone sembra normale, il profumo è lo stesso e magari il prodotto è ancora quasi pieno.

Crema solare, cosa cambia con la scadenza Ok!Mugello.itCrema solare - Ok!Mugello.it

Il punto però è un altro: la protezione solare può perdere efficacia nel tempo anche se all’apparenza non presenta problemi evidenti.

Secondo gli specialisti, non bisogna guardare soltanto la data di scadenza stampata sulla confezione. Conta molto anche come il prodotto è stato conservato durante l’anno.

Calore e sole possono ridurre la protezione reale

Le creme solari contengono filtri UV che servono a proteggere la pelle dai raggi ultravioletti. Con il passare del tempo, soprattutto se il prodotto viene esposto a caldo intenso o luce diretta, questi filtri possono deteriorarsi.

Una crema lasciata per settimane in auto, nello zaino da spiaggia o sotto il sole rischia di subire alterazioni molto più rapidamente rispetto a un flacone conservato in un ambiente fresco e asciutto.

Crema solare Ok!Mugello.it

Crema solare, cosa cambia con la scadenza – Ok!Mugello.it

Il risultato è che l’SPF indicato in etichetta potrebbe non corrispondere più alla reale capacità protettiva del prodotto.

Per questo gli esperti consigliano sempre di controllare non solo la scadenza, ma anche il simbolo del PAO, cioè il vasetto aperto con il numero dei mesi consigliati dopo l’apertura, ad esempio 12M oppure 18M.

Ci sono poi alcuni dettagli da non ignorare. Una crema che cambia consistenza, presenta separazione tra parte liquida e oleosa oppure ha un odore diverso dal solito potrebbe non essere più stabile.

Anche una texture granulosa o un colore alterato possono indicare che il prodotto si è deteriorato.

Oltre all’efficacia dei filtri UV esiste infatti anche un tema legato alla sicurezza microbiologica. Dopo molti mesi dall’apertura aumenta il rischio di contaminazioni da batteri o funghi, soprattutto se il flacone viene utilizzato frequentemente in spiaggia con mani bagnate o sporche di sabbia.

Non conta solo la scadenza

Un altro problema molto comune riguarda la quantità applicata. Molte persone usano meno crema di quella necessaria e questo riduce già di molto la protezione reale della pelle.

Se poi il prodotto ha perso parte della sua efficacia a causa del tempo o del calore, il rischio aumenta ulteriormente.

Per esposizioni brevi e occasionali una crema ben conservata dell’estate precedente potrebbe ancora risultare utilizzabile. Diverso il discorso per bambini, persone con pelle molto chiara o soggetti che trascorrono molte ore al sole.

In questi casi i dermatologi consigliano maggiore prudenza e tendono a preferire prodotti nuovi, soprattutto quando esistono dubbi sulla conservazione o sull’integrità del flacone.

Perché il problema non è tanto usare una crema “vecchia”, ma credere di essere protetti quando la schermatura dai raggi UV potrebbe essere ormai molto più bassa del previsto.

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