Tutti i dubbi di un cittadino mugellano alla vigilia della partenza della rivoluzione con la raccolta Porta a Porta dell’immondizia: Utilizzando il vostro sito, volevo rivolgere alcune domande di carattere pratico al gestore dei Rifiuti Solidi Urbani (ALIA) e per conoscenza anche alle amministrazioni mugellane, che vedranno iniziare in Autunno la raccolta dei Rifiuti con modalità ” Porta a Porta “. Questa mia richiesta è dettata da un senso di preoccupazione, spero infondata, per alcuni motivi: premetto che il Porta a Porta, a mio avviso, costituisce il miglior modo per raccogliere, riciclare e riutilizzare i Rifiuti, considerandoli come Risorsa. Questo però presuppone un grande lavoro, a monte, prima sulla preparazione e sulla educazione dei cittadini a questa pratica e contemporaneamente una organizzazione logistica e operativa da parte del Gestore stesso. E’ vero che è stato fatto un lavoro preparatorio, basato su una serie di incontri diffusi con la popolazione, per spiegare le modalità di raccolta; ma ho colto in molta parte di cittadinanza un senso di sgomento e in alcuni casi di contrarietà per motivi anche fondati. Gli incontri tesi a spiegare le modalità di differenziazione dei rifiuti, non sono stati sufficienti a mio avviso per rendere la popolazione consapevole di quanto sta per accadere ed inoltre è minima la parte di popolazione raggiunta da queste informazioni. Ci sono poi degli interrogativi (che probabilmente saranno stati sollevati anche negli incontri, ma non hanno ricevuto risposta) che sono di fondamentale importanza: Come viene risolto il problema dei Centri Storici dei Paesi o di quartieri vecchi, dove nelle abitazioni non c’è spazio per tenere i contenitori? E ancora, dove possono conferire, soprattutto in campagna, gli sfalci dei giardini e le potature delle siepi, considerando che ci sono moltissime abitazioni che ne producono in grande quantità, non tutti hanno la possibilità di recarsi direttamente all’Isola Ecologica di Rabatta o al Compostaggio di Faltona, e ancora, perché i cittadini dovrebbero percorrere decine di chilometri per conferire questi materiali a loro spese, e contemporaneamente pagare salate bollette. Ed in ultimo, proprio parlando di tariffe, dicono che le tariffe aumenteranno perché il servizio è più costoso. Nei Paesi dove il Porta a Porta viene fatto da anni (Capannori docet) i cittadini pagano meno sulla bolletta. E questo è logico dato che il cittadino, separando i rifiuti, lavora per le Ditte che poi usufruiranno di tali materiali già separati. Complessivamente c’è qualcosa che non quadra, ancora una volta. Si ha come l’impressione che la questione sia stata affrontata con superficialità e l’aumento delle bollette non farà che esarcebare lo spirito con cui dovrebbe essere affrontata la separazione dei rifiuti in casa. Il rischio, e da qui nasce la mia preoccupazione, è che gran parte della popolazione , trovandosi di fronte a problemi di spazio, di lavoro per separare, di tariffe che aumentano, decida di far volare il sudicio nei fossi e nei boschi. Spero di sbagliarmi ma le premesse non sono buone. Lettera Firmata
La parola ai lettori: riflessione sul Porta a Porta












