“Siamo passati, nello spazio di un giorno, dall’avere un’attività legale (e pagare le tasse) al finire in carcere e al vedere sotto sequestro tutta la nostra struttura di vendita; obbligati a sospendere l’attività e a trovarci un nuovo lavoro”. A parlare è uno dei rappresentanti della ‘Semitalia’, la ditta di Vicchio che, tramite il web, vendeva semi di Marijuana in tutta Italia (attività permessa dalla legge). Attività che, circa un anno fa è valsa l’arresto ai titolari della ditta (scarcerati dopo poco).
E che ora è stata riportata alle cronache dagli sviluppi dell’indagine che la riguardava. Con i Carabinieri di Ferrara che, usando gli archivi a suo tempo sequestrati, hanno arrestato alcuni degli ex clienti per coltivazione illegale di stupefacente.
“Al momento – spiega ancora il ragazzo di Vicchio che, circa un anno fa, finì a Sollicciano insieme al socio – tutta la nostra attività è ferma. Quando ci hanno arrestati, con la motivazione di istigare la coltivazione, ci hanno sequestrato anche tutta l’attività. Ma, nel frattempo, abbiamo vinto un processo in appello a Firenze e un altro procedimento, sempre a Firenze. Ed ora siamo in attesa che inizi il procedimento originato da Bolzano. In attesa che le autorità competenti decidano se rinviarci o meno a giudizio”.











