Siamo venuti a conoscenza che sabato prossimo verrà aperta, per la prima volta al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, una grande mostra dedicata a Donatello, uno dei più grandi artisti che abbia avuto il Rinascimento, denominata “Donatello al Museo”.
Se la tavoletta di Giotto, raffigurante il volto della Vergine con la mano del Bambino che le accarezza il volto, unica opera giottesca nel Mugello, conservata e custodita nella Pieve di Borgo San Lorenzo, è partita per Perugia in una grande rassegna denominata “Giotto e San Francesco – una rivoluzione nell’Umbria del ’300”, la mostra di Donatello a Firenze ci ha fatto tornare alla mente quando alcuni anni or sono fu scoperto che il grande artista realizzò per la Pieve di San Lorenzo un magnifico busto raffigurante appunto il santo patrono di Borgo San Lorenzo.
Ecco quello che scrivemmo a suo tempo.
“L’incredibile storia del busto di Donatello, al secolo Niccolò di Betto Bardi (Firenze, 1386 – Firenze, 13 dicembre 1466), raffigurante San Lorenzo, patrono della cittadina mugellana, commissionato molto probabilmente dal pievano dell’epoca don Jacopo di Giovanni Ugolini (1432), canonico di Santa Maria del Fiore, portato via con l’inganno nel 1887, quindi dopo quasi 450 anni, dal noto antiquario Bardini di Firenze, proprio nei giorni in cui il pievano dell’epoca monsignor Vittorio Del Corona, colpito da paralisi progressiva, non era in grado di comprendere quello che gli offriva o gli faceva intendere l’antiquario fiorentino, che poi vendette l’opera “donatelliana” al Principe del Liechtenstein, riportando a Borgo San Lorenzo un busto falso che ancora si nota sul portale centrale della Pieve sotto una lunetta.
Fu il critico d’arte prof. Vittorio Sgarbi, mentre commentava una grande mostra a Padova con opere di Donatello durante la trasmissione televisiva su Rai 2 “Virus”, a portare a conoscenza questa incredibile storia del busto raffigurante San Lorenzo, patrono della cittadina mugellana, opera del grande Donatello, uno dei più grandi scultori rinascimentali d’Italia, che fu trafugato dalla Pieve di San Lorenzo nella seconda metà dell’800 (1887/1888), per sostituirlo con un falso.
Ma la verità storica era già stata appurata due anni prima, quando giunse a Borgo San Lorenzo il prof. Francesco Caglioti dell’Università “Federico II” di Napoli, studioso di fama mondiale, accolto dal pievano don Maurizio Tagliaferri, dallo scrivente di queste note e dall’amico Giuseppe Panchetti, profondo conoscitore della Pieve borghigiana. Dopo una serie di riscontri e di ricerche (oltre 100 pagine su una rivista specializzata), venne al dunque che il busto di Donatello raffigurante il patrono San Lorenzo non era certo quello sul portale della chiesa (ne esiste un altro all’interno della chiesa, ma è un’opera anonima di fine ’700), ma quello ritrovato, di proprietà privata, e ultimamente in esposizione a Padova in una grande mostra dedicata appunto a Donatello.
Questa incredibile e straordinaria pagina artistica, culturale e storica di Borgo San Lorenzo in generale e della Pieve in particolare, il sabato 2 luglio 2016 il prof. Francesco Caglioti dissertò sul “San Lorenzo di Donatello” per la Pieve di Borgo San Lorenzo nel Mugello.”
Per dovere di cronaca ricordiamo che questo busto, di proprietà di una famiglia inglese, i coniugi Peter e Kathleen Silvermann, nell’ottobre del 2016 fu messo in mostra al Museo dell’Opera del Duomo durante l’esposizione “Due opere ritrovate: Donatello e Verrocchio”, per poi riprendere la strada molto lontana dalla prima casa che l’ha custodito per 450 anni: la Pieve di Borgo San Lorenzo nel Mugello.

Il busto di Donatello raffigurante San Lorenzo

A destra il Prof. Francesco Caglioti, presenta il busto di Donatello al Museo dell’ Opera del Duomo.
(Foto A. Giovannini – ottobre 2016)
I coniugi Peter e Kathleen Silvermann, proprietari del busoto di Donatello.










